Basilicata, caro vita, agricoltori, inizia lo sciopero a oltranza
Caro vita, sciopero in Basilicata. In piazza con gli autotrasportatori, studenti e cittadini. La manifestazione «apolitica» promossa per l’intera giornata coinvolge anche Tito, Sant’Angelo Le Fratte e Marsico Nuovo. Il Coordinamento agricoltori: «Ora lo sciopero a oltranza»
Si estende a macchia d’olio la protesta contro il carovita in Basilicata. Alla iniziale “rivolta” degli agricoltori si sono aggiunti autotrasportatori, operatori commerciali e cittadini comuni, dando vita a comitati e movimenti spontanei. Come quello che ha chiamato alla mobilitazione, per oggi, lunedì 12 ottobre 2026, i residenti della Valle del Melandro e dell’Alta Val d’Agri. Un’iniziativa che si aggiunge alla marcia di venerdì scorso, quando si è dato vita al corteo da Policoro a Scanzano Jonico, al quale hanno preso parte anche i sindaci di Pisticci, Montalbano Jonico, Nova Siri, Bernalda e Rotondella, oltre a quelli di Policoro e Scanzano Jonico. E poi a quella di sabato scorso, svoltasi a Melfi e dove sono stati chiamati a raccolta i residenti del Vulture-Melfese, in marcia lungo la Strada statale 655 con trattori, camion e automobili malgrado il maltempo.
PROTESTE IN BASILICATA CONTRO IL CARO VITA
L’appuntamento per oggi, lunedì 12 ottobre 2026, è fissato a Satriano di Lucania, dove i manifestanti sono attesi, fin dalle 6.30 del mattino, presso il Piazzale Semafori, per dare vita a una manifestazione che si protrarrà per tutta la giornata, fino a notte.. Ma ritrovi, a partire dalla stessa ora, sono stati organizzati anche a Tito Scalo, nella zona industriale di Sant’Angelo Le Fratte e all’autostazione di Marsico Nuovo.
INIZIATIVA NATA DALLA GENTE
I promotori hanno spiegato che si tratta di «un’iniziativa nata dalla gente, per dare voce alle difficoltà della gente». E hanno sottolineato che «la manifestazione è apolitica» e che «non sono ammesse bandiere di partito o simboli politici». «L’invito è rivolto a tutti, non soltanto ad agricoltori e autotrasportatori: donne e uomini, lavoratori, commercianti, pensionati, famiglie, giovani e studenti – ha scritto il movimento spontaneo sui social per la chiamata a raccolta -. Non è necessario restare dalla mattina alla sera: è possibile passare quando si può, anche solo per un’ora. Ogni presenza conta. Perché il carovita riguarda tutti. Il carburante, la spesa, le bollette, i libri e il materiale scolastico, i farmaci, le visite mediche e il diritto a curarsi: sono tutte spese quotidiane che pesano sulle famiglie. Ogni giorno siamo costretti a fare rinunce, a rimandare spese necessarie e faticare sempre di più per arrivare a fine mese».
LE ADESIONI ALLA MANIFESTAZIONE
Alla manifestazione, come già accaduto nel Metapontino e nel Vulture-Melfese, ha dato la propria adesione anche il Coordinamento agricoltori della Basilicata, presieduto da Pasquale Bruno, che ha anche annunciato «sciopero a oltranza». «Il motivo è semplice – hanno evidenziato -. In questi giorni abbiamo sentito tutti darci ragione: consiglieri di maggioranza, consiglieri di opposizione, assessori. Dichiarazioni bellissime. Solidarietà trasversale. Eppure il carburante costa ancora troppo. I danni da maltempo non sono stati risarciti. La fauna selvatica continua a distruggere i raccolti. I corsi di formazione e i Dpi sono ancora a carico nostro. Le promesse fatte a Nova Siri, a Policoro, a Melfi sono ancora promesse».
CARO VITA, «LE PROMESSE SONO ANCORA PROMESSE»
Il riferimento è anche alle recenti dichiarazioni dell’assessore regionale alle Politiche agricole, Carmine Cicala (ma non solo) che, dopo aver annunciato il bando da 20 milioni di euro per sostenere gli investimenti in agricoltura, la scorsa settimana in un incontro a Matera ha aggiunto: «Il presidente Bardi mi ha riferito che gli uffici hanno individuato, nelle pieghe del bilancio regionale, una somma importante per intervenire sul caro gasolio agricolo».
Cicala inoltre ha spiegato di aver «formalizzato la richiesta di un riscontro sulle quattro linee proposte: una dotazione fino a 10 milioni di euro per il caro gasolio agricolo, un fondo rotativo di 10 milioni, la sospensione dei canoni irrigui e un intervento sui costi dell’acqua sostenuti dalle aziende zootecniche».
LE DICHIARAZIONI DELL’ASSESSORE CICALA
Dichiarazioni che, evidentemente, non hanno fatto breccia tra gli agricoltori. Tanto che Coldiretti Basilicata ha parlato di «atteggiamenti che sviliscono la centralità del settore agricolo» e di «perdurante mancanza di risposte rispetto ai sacrifici fatti dalle nostre aziende». Annunciando «lo stato di mobilitazione delle federazioni lucane» e dicendosi «pronti a scendere in piazza se non verranno prese le misure necessarie e strutturali per far fronte alla crisi».
LA CIA BASILICATA
Mentre Cia Basilicata, già mobilitata a livello nazionale, ha ribadito che «i conti non tornano nonostante l’impegno dell’assessore alle Politiche agricole» su caro gasolio e sospensione dei canoni irrigui e che «è necessario uno sforzo straordinario della Regione, con la piena consapevolezza di dover sostenere il settore primario, in estrema crisi».
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