Toscana

Ordigno a San Marco alla Sella, l’Anvcg rilancia la formazione nelle scuole


Il ritrovamento di un ordigno bellico nel piazzale della parrocchia di San Marco alla Sella ha riacceso l’attenzione sui rischi che i residuati di guerra continuano a rappresentare per la popolazione civile, anche a decenni dalla fine del conflitto. A intervenire è la sezione di Arezzo dell’Anvcg – Associazione nazionale vittime civili di guerra, che da anni porta avanti progetti di formazione nelle scuole per insegnare ai giovani come riconoscere un residuato bellico e come comportarsi in caso di ritrovamento.

Il fenomeno è tutt’altro che marginale: ogni anno in Italia vengono rinvenuti circa sessantamila ordigni, e le esplosioni di molti di questi hanno causato incidenti e mutilazioni. Lo slogan scelto per la campagna nazionale è emblematico: “Un ordigno inesploso può sembrare un gioco ma non è uno scherzo”.

Nelle scuole dall’elementare alle superiori

L’impegno dell’Anvcg proseguirà anche nell’anno scolastico 2026-2027. I volontari dell’associazione saranno a disposizione di classi di ogni ordine, dalle elementari alle superiori, per incontri dedicati alla conoscenza dei residuati bellici e alle regole di comportamento in caso di ritrovamento: non avvicinarsi all’oggetto, non toccarlo e avvisare immediatamente le autorità competenti.

Il ritrovamento a San Marco alla Sella ha ricordato come le conseguenze della guerra possano riaffiorare in luoghi della vita quotidiana, frequentati da famiglie e bambini. «La guerra in Italia è terminata da più di ottant’anni – commenta Andrea Ferruzzi, presidente dell’Anvcg di Arezzo, – ma ancora ha conseguenze sui civili come testimoniato dai continui ritrovamenti di ordigni e, purtroppo, anche dalle possibili esplosioni. La formazione delle nuove generazioni rappresenta, in questo senso, un investimento fondamentale per evitare comportamenti rischiosi e diffondere una maggiore consapevolezza: con i propri progetti, l’Anvcg intende dunque affiancare alla memoria delle vittime civili di guerra un’azione concreta a tutela della sicurezza, coinvolgendo le scuole in percorsi educativi che uniscono conoscenza storica, responsabilità e prevenzione».


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