Salis da Fazio: “Le primarie sono divisive, ma noi sindaci possiamo dare una mano al centrosinistra”
«Io alle 7,30 sarò già con gli operai, e ribadirò quanto scritto al ministro: è assurdo che si fermi lo stabilimento di Cornigliano con tutto il lavoro che ci sarebbe». È iniziata in uno studio tv, con le parole di Silvia Salis, la giornata più lunga dell’acciaio a Genova. Con qualche ora di anticipo rispetto al corteo che domani mattina porterà in centro città il mondo del lavoro cittadino, in testa gli operai dello stabilimento che Acciaierie d’Italia ha comunicato fermerà entro il 15 novembre in seguito alla pronuncia della Corte di Milano sull’ex Ilva di Taranto, la sindaca ha parlato a “Che tempo che fa”, ospite di Fabio Fazio, in occasione dell’intervista che ha fatto da anteprima al tour di presentazione del suo nuovo libro, È già domani.
In vista della prima, vera presentazione del libro, in programma alla Feltrinelli di Genova mercoledì pomeriggio con il conduttore di Piazza Pulita su la7, Corrado Formigli, –nel mini tour nazionale ci saranno anche Milano, Roma, Bologna – in onda sul Nove Salis ha chiarito anche quello che pensa sarà il suo ruolo nei prossimi mesi di campagna elettorale. Smentendo una volta per tutte la possibilità di partecipare alle primarie, giudicate «divisive».
«I problemi degli italiani sono la spesa e le bollette, non il dibattito sulle primarie su cui ci siamo arrovellati e penso anche abbia sfiduciato un po’ un elettorato che dopo la vittoria nel referendum era gasatissimo». «Le primarie sono evidentemente divisive, credo neanche al popolo progressista interessi nulla del tema: anzi penso sia abbastanza scoraggiato nel vedere questo continuo dibattito».
E poi: «Non vedo le condizioni per cui possa essere io il terzo nome capace di mettere il campo largo d’accordo sulla leadership comune, ma di sicuro posso dare una mano», ha spiegato Salis.
E Come? «Da sindaca puoi fare campagna elettorale per i partiti e la coalizione sui territori, tutti i sindaci del centrosinistra possono dare una grande mano in vista del voto, siamo anche quelli più prossimi agli elettori, possiamo essere carte importanti», il suo pensiero.
Tra i temi di puntata, oltre agli equilibri fragili del centrosinistra e le differenze tra leader e elettorati («Ma anche a destra ci potrebbero essere molti liberali di Forza Italia a non votare una coalizione che comprende Vannacci», il suo appunto a Fazio) anche il tetto agli stranieri nelle scuole: «Lo stato non deve trattare i bambini come un problema, il dibattito sul tema è stato vergognoso: serve aiutarli con mediatori culturali e sostenendo gli insegnanti».
E poi il tema Patrimoniale («Non risolverebbe il problema: come prima cosa servirebbe fare una lotta vera all’evasione fiscale») e il nodo sicurezza. «Voglio ringraziare il ministro dell’Interno Piantedosi che martedì sarà a Genova: la dimostrazione che anche una città di sinistra può parlare di sicurezza senza pregiudizi, e si può lavorare con tutti».
Nella città dove «fare il sindaco è bellissimo», però, il problema ora è uno, e risponde alla voce “ex Ilva”. «Sono sempre i lavoratori, che pagano le conseguenze. Il mio appello è perché si trovi la materia prima per far lavorare lo stabilimento di Genova – ha spiegato Salis in diretta nel salotto tv di Fazio – La soluzione c’è, ed è procurare la materia prima da far lavorare nell’ex Ilva di Cornigliano sul mercato internazionale: basta volerlo e metterci le risorse, è inaccettabile che si fermi una fabbrica quando potrebbe lavorare e anche bene, chiuderla poi costerebbe molto di più di quanti non costi tenerla operativa».
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