Dati Gimbe sulla sanità: oltre 100mila rinunce alle visite, la Cgil: “Il Fvg arretra”

Venticinque milioni di euro spesi nel 2025 per i medici a gettone, circa 8 milioni in più rispetto all’anno precedente, e oltre 101mila cittadini che hanno rinunciato ad almeno una visita specialistica o a un esame diagnostico. Sono alcuni dei dati del nono Rapporto Gimbe sulla sanità che finiscono al centro dell’intervento della Cgil Friuli Venezia Giulia. Per il segretario generale Michele Piga, il rapporto restituisce “la fotografia di un servizio sanitario regionale con diversi segnali negativi e di incertezza”. Tra le criticità evidenziate dal sindacato ci sono l’aumento della spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie, la mobilità fuori regione, la carenza di medici di medicina generale e le difficoltà dell’assistenza ospedaliera.
Cresce la spesa per i medici a gettone
Uno dei dati sottolineati dalla Cgil riguarda il ricorso al personale esterno. Nel 2025 il Friuli Venezia Giulia avrebbe speso 25 milioni di euro per i medici a gettone, contro i 17 milioni dell’anno precedente. Secondo Piga, si tratta di un dato particolarmente significativo anche in rapporto alla popolazione regionale e che confermerebbe le difficoltà del sistema nel reperire e trattenere personale sanitario. Il sindacato richiama inoltre l’attenzione sulla situazione degli infermieri. Secondo i dati citati dalla Cgil, nell’ultimo anno il saldo tra entrate e uscite sarebbe stato negativo per 168 unità, mentre dal 2020 al 2025 il sistema regionale avrebbe perso complessivamente oltre 500 infermieri.
Case e ospedali di comunità
La Cgil interviene anche sullo stato di attuazione delle strutture territoriali previste dal Pnrr. A fronte di una percentuale elevata di edifici completati, secondo i dati Gimbe richiamati dal sindacato resterebbe ancora limitata l’effettiva attivazione dei servizi nelle Case e negli Ospedali di comunità. Per Piga, il quadro complessivo rende necessario “un progetto chiaro di medio termine” per la sanità regionale, con una programmazione più stabile su personale, ospedali e assistenza territoriale. “Il diritto alla salute è una cosa importante e non può essere lasciato a continue improvvisazioni o a slogan autocelebrativi”, conclude il segretario generale della Cgil Fvg.
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