Economia

Sovranità rafforzata sui dati della giustizia utilizzati per l’AI


Avvocati uniti ai magistrati sull’impatto dei sistemi di intelligenza artificiale nell’amministrazione della giustizia. Ocf, l’Organismo congressuale forense, si associa così alle priorità espressa dalla magistratura, sintetizzate in un documento sottoscritto da oltre 50 dirigenti degli uffici giudiziari (tra i quali il Procuratore antimafia, Giovanni Melillo, il presidente della Corte d’appello di Milano, Giovanni Ondei, il procuratore generale di Roma, Giuseppe Amato) e suggerisce una governance condivisa.

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Indisponibilità

Centrali alcuni punti, come la sovranità sui dati della giustizia: atti, intercettazioni, informazioni su minori e vittime, devono essere elaborati su infrastrutture pubbliche o qualificate, mai riutilizzati per addestrare modelli commerciali; il segreto commerciale che i decreti attuativi della legge delega sulla materia estende ad algoritmi e dati di addestramento non deve poter essere opposto ai controlli pubblici e al diritto di difesa.

Controllo esterno

Il controllo non può essere affidato soltanto a chi sviluppa, fornisce o utilizza sistemi di intelligenza artificiale. Servono organismi terzi e indipendenti di verifica e audit, con il coinvolgimento di competenze giuridiche, tecnologiche e scientifiche.

Difesa da garantire

Ocf sottolinea che non possono esserci “scatole nere” nel processo: se l’intelligenza artificiale viene utilizzata nell’attività giudiziaria, il suo impiego deve essere conoscibile e verificabile dalla difesa.

Pari accesso

Centrale è anche la parità delle armi: l’innovazione non può creare una giustizia a diverse velocità, nella quale magistratura, accusa e difesa abbiano differenti possibilità di accesso ai dati, agli strumenti tecnologici e alla conoscenza del loro funzionamento.


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