Ucciso e smembrato, i tre intercettati: “Siamo stati complici, ognuno ha fatto qualcosa”

Nella saletta della questura la professoressa Nicole Formichetti incrocia Matheus De Oliveira, reo confesso dell’omicidio di Fabio Colapietro. I due vengono immortalati «in totale indifferenza reciproca», si evince dalle intercettazioni ambientali agli atti dell’inchiesta sull’omicidio del 39enne di Chivasso, massacrato nella casa di via Gulli 46, dove l’insegnante viveva da quattro anni.
Poco dopo, Formichetti viene fatta uscire con una scusa e arriva l’ex compagna di De Oliveira. Matheus scoppia in lacrime e si apre con lei sull’accaduto. E questo permette agli operatori in ascolto di carpire dettagli dell’omicidio. «Siamo stati tutti insieme… la colluttazione l’ho avuta io però poi… lo sai che sono un people pleaser (persona che tende a compiacere gli altri)». De Oliveira dichiara di avere avuto da solo la lite con Colapietro, ma di avere agito unitamente alle due amiche Nicole Formichetti e Keith Butig, «nell’imbustamento» del cadavere. Quando la compagna gli faceva notare che aveva occultato un cadavere, distruggendolo e cementificandolo, lui «come se nulla fosse — si legge — cambiava discorso, estraniandosi dalle sue responsabilità».
In un’altra intercettazione De Oliveira è con la madre. «Gli organi li abbiamo buttati via e del resto stavamo provando a metterci il cemento». La donna chiede: «Voi tre avete fatto questo?». E lui: «Più io con la prof, l’altra era andata dietro alla droga». De Oliveira dice che «per tutto il tempo» la direzione dell’attività era «sotto il controllo» di Formichetti: «era l’unica tra i tre che puntava a trovare un modo per sbarazzarsi del cadavere e tornare a una vita normale». Dice: «La professoressa mi sta gettando tutto addosso, ma siamo stati tutti complici… tutti hanno fatto qualcosa».
Nelle sue dichiarazioni De Oliveira sostiene che non è stato l’unico a picchiare Colapietro. La madre chiede: «E questa professoressa? È ancora una professoressa o una poco di buono?». De Oliveira: «Lei dice che è in burn out». Aggiunge: «Tutto il tempo ci siamo confrontati sul da farsi… era più la professoressa perché se lei lo diceva noi lo facevamo». La donna conclude: «Chi lo sa quanto ha sofferto quel ragazzo e se sua madre ha sofferto quanto me… adesso bisogna rispettare i poteri, le leggi».
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