Isola, la Dda chiude il cerchio sul racket al Seleno: 8 indagati tra cui il padre di una consigliera
Conclusa l’inchiesta sul racket al villaggio turistico Seleno, tra gli indagati il padre di una consigliera del Comune di Isola Capo Rizzuto
ISOLA CAPO RIZZUTO —C’è anche il nome di Domenico Muraca, sottoposto agli arresti domiciliari e padre di una consigliera del Comune di Isola Capo Rizzuto, ente attualmente investito da un accesso ispettivo antimafia, tra gli otto indagati per il racket al villaggio turistico Seleno Margheritissima e le aste pilotate su cui la Dda di Catanzaro ha chiuso il cerchio. I pm Antimafia Sarah Cacciaguerra, Stefania Caldarelli e Corrado Cubellotti hanno fatto notificare l’avviso di conclusione delle indagini a Giuseppe Arena, di 59 anni; Pasquale Arena (34); Giuseppe Bruno (56); Domenico Muraca (74); Michele Nicoscia (46); Rosario Scerbo (58); Vincenzo Scerbo (63); Carmine Antonio Timpa (75).
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Mani del clan sul villaggio da 40 anni
Operazione Black Flower, la chiamarono i carabinieri, che nel febbraio scorso accesero i riflettori su oltre 40 anni di presunte ingerenze criminali della cosca Arena e della ‘ndrina satellite degli Scerbo nella gestione del villaggio e delle procedure immobiliari. Fin dalla sua costruzione, nel villaggio si era potuta percepire la presenza della criminalità organizzata. Lo stato di soggezione che ne derivava aveva impedito ai condomini, negli anni, di sollevare obiezioni sull’individuazione delle imprese affidatarie dei servizi comuni.
Le accuse sono pertanto di estorsioni continuate per l’imposizione di guardianie e servizi di manutenzione del verde e gestione delle spiagge, turbata libertà degli incanti, tentata estorsione aggravata e detenzione abusiva di munizioni. Reati, secondo l’accusa, aggravati dalle finalità dell’agevolazione mafiosa.
Aste pilotate e estorsioni ai condomini
Secondo l’impianto accusatorio, attraverso intimidazioni e pressioni, il clan e i soci della IGB Immobiliare s.r.l. avrebbero sistematicamente condizionato le vendite giudiziarie all’asta degli appartamenti, costringendo i legittimi acquirenti a rinunciare ai beni o a pagare somme estorsive supplementari.
Gli indagati sono difesi dagli avvocati Giuseppe Barbuto, Roberto Coscia, Salvatore Iannone, Luigi Frustaglia, Saverio Loiero, Mario Nigro, Gianni Russano, Salvatore Staiano, Luca Tolone, Luigi Villirilli, Romolo Villirillo, Gregorio Viscomi.
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