Peluche e fiori bianchi a Jesi per la piccola Camilla. «Ora brilli in cielo, la stella più bella»
JESI Una città intera si è fermata ieri per accompagnare nel suo ultimo viaggio la piccola Camilla Federici. Nella chiesa di San Francesco d’Assisi si è consumato uno dei momenti più dolorosi che la comunità jesina ricordi negli ultimi anni: l’addio a una bambina di appena 3 anni, scomparsa tragicamente dopo che un acino d’uva le aveva ostruito le vie respiratorie. Alle 10,30 la chiesa era già gremita.
La folla commossa
Centinaia le persone presenti, molte altre rimaste all’esterno. Volti segnati dalla commozione, occhi lucidi, fazzoletti stretti tra le mani e un silenzio rispettoso che ha accompagnato l’ingresso della piccola bara bianca. Attorno a Camilla si sono stretti mamma Giulia, papà Riccardo, il fratellino, i nonni e tutti i familiari, travolti da un dolore che appare impossibile da accettare.
Un abbraccio collettivo che era iniziato già nelle ore precedenti, con un continuo pellegrinaggio alla sala del commiato da parte di amici, conoscenti e semplici cittadini. A farsi interprete del dolore di tutti, il vescovo Paolo Ricciardi, che durante l’omelia ha citato Sant’Agostino: «Non ti chiedo più perché me l’hai tolta ma ti ringrazio perché me l’hai donata». Una riflessione accolta nel silenzio della chiesa, dove molti non sono riusciti a trattenere le lacrime. Presente, con la fascia tricolore, anche il sindaco Lorenzo Fiordelmondo, che dal pulpito ha portato il cordoglio e abbraccio dell’intera città, stretta ieri nel lutto cittadino. Particolarmente toccante la presenza di tanti bambini. Compagni di giochi, piccoli amici e coetanei hanno voluto salutare Camilla con gesti semplici ma carichi di significato.
L’abbraccio
Davanti all’altare sono stati deposti pensieri, disegni, peluche, palloncini e fiori bianchi, in un commovente mosaico di innocenza e affetto. Ma nel giorno del dolore più grande è emersa anche la straordinaria generosità dei genitori della bambina, che hanno scelto di donare i suoi organi.
Un gesto di immenso amore che permetterà a 5 altri piccoli pazienti di continuare a vivere e che ha suscitato profonda ammirazione in tutta la comunità. Per questo, oltre al dolore, nella chiesa di San Francesco d’Assisi si respirava anche un sentimento di gratitudine. Tra le parole più struggenti, restano quelle affidate dai genitori agli annunci funebri della loro bambina, una frase che racchiude il senso di un amore destinato a non spegnersi: «La tua luce, dolce Camilla, è troppo grande per restare quaggiù. Da oggi brilli nel cielo, la stella più bella e luminosa di tutte. Chi ti ama non ti perde, ti guarda salire in alto».
All’uscita della bara bianca, accolta da un lungo applauso, il pianto si è mescolato alla preghiera. In questo momento di sofferenza Jesi si è fermata: bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici e alle 10 in punto, un minuto di silenzio e raccoglimento per piangere i suoi figli prematuramente scomparsi, la piccola Camilla, il barman Gino Cremonini colto da infarto a Perugia, la 27enne Chiara Barillari cui la malattia ha spento il sogno di diventare medico e Beatrice, volata via dalle sue sofferenze.




