Sicilia

Gasolio, proteste senza fine. A Lampedusa stop alla pesca

Mentre tra gli autotrasportatori siciliani cresce l’attesa per il varo del decreto regionale contro il caro-carburanti, insieme alla preoccupazione per i tempi e i modi di distribuzione dei contributi, monta pure la protesta del settore ittico, non solo tra le grandi marinerie, dove è già scattato lo sciopero bianco, ma anche in quelle relativamente più piccole, come la flotta di Lampedusa, ieri ferma per lanciare un messaggio all’assessore al ramo, Luca Sammartino, «perché nelle Pelagie gli effetti dei rincari del gasolio sono più pesanti che altrove».

Parola di Totò Martello, presidente territoriale del Cogepa, il Consorzio di gestione della pesca artigianale, che mette a confronto i prezzi del diesel agevolato per le imbarcazioni, «pari a 1,30 euro al litro in Sicilia mentre i lampedusani sborsano il 30% in più, fino a 1,80 euro, a seconda della quantità che si acquista dal fornitore locale, che agisce di fatto in regime di monopolio».

Così, con i costi attuali, «ad ogni peschereccio servono fino a 700 euro di gasolio per passare una notte in mare. Basta fare due conti per capire che con quel che resta in tasca non ce la facciamo ad andare avanti. Per questo abbiamo chiesto un incontro con Sammartino», subito accolto e fissato per lunedì prossimo. In quell’occasione… L’articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell’edizione digitale.


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