Salute

dimissioni mediche superano i pensionamenti

In ben 12 regioni su 20, nel corso del 2025, i medici che hanno scelto di lasciare il Servizio sanitario nazionale prima della pensione sono più̀di quelli che hanno raggiunto i limiti di età per il riposo. Un fenomeno trasversale, che dà conto della fuga dal Ssn denunciata da anni dai camici bianchi, con picchi nel Lazio, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Sardegna, dove il numero dei camici bianchi dimissionari supera da 2,4 a 3,3 volte quello dei pensionati.

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I dati

L’elaborazione del Centro studi Anaao Assomed, il principale sindacato dei medici ospedalieri, su dati Onaosi, Conto annuale dello Stato e Mef, raccontano di un vero e proprio boom di uscite: per la prima volta nel decennio 2015-2025, in un solo anno (il 2025, appunto) le dimissioni sono “schizzate” del 150% rispetto alle 1.503 del 2024, toccando quota 3,5% del totale dei medici in servizio, una soglia mai registrata prima, neppure nei mesi più̀ critici della pandemia (3 medici ogni 100). «Il 2025 ci consegna un segnale d’allarme che nessuno può permettersi di ignorare”, conclude Di Silverio.

Allargando lo sguardo al bilancio complessivo delle risorse umane, i numeri restituiscono una dinamica di forte tensione sugli organici: per ogni 100 medici assunti a tempo indeterminato nel corso del 2025, ben 43 hanno rassegnato le dimissioni e 77 sono complessivamente usciti dal sistema pubblico, tra pensionamenti e altre cause.

 Sul fronte della mobilità interna, l’analisi dei trasferimenti tra aziende sanitarie mostra come questi ultimi non siano guidati soltanto dalle scelte professionali individuali, ma riflettano i profondi processi di riorganizzazione vissuti tra il 2016 e il 2017, oltre agli strascichi degli eventi straordinari legati all’emergenza pandemica. Al netto di queste variabili eccezionali, la serie storica evidenzia un andamento complessivamente stabile, con una leggera tendenza alla contrazione negli ultimi anni.

Il ricambio generazionale

Nonostante la fuga dai reparti, il tanto atteso ricambio generazionale ha preso il via. Tra il 2015 e il 2024 l’età̀media dei medici ospedalieri si è ridotta in modo significativo: 2 anni e 7 mesi in meno per i colleghi uomini e 2 anni e 4 mesi per le donne. Nello stesso arco temporale, la consistenza complessiva degli organici è cresciuta del 2,7%, passando da 105.380 a 108.243 unità.


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