Economia

La Ferrari volante, la prima barca racing da 100 piedi trova casa a Livorno

ROMA – Ferrari sceglie Livorno come casa di Hypersail, l’innovativo monoscafo volante di 100 piedi nato per sfidare gli oceani, trasferire in acqua tecnologia, prestazioni e cultura racing. Il nuovo hub operativo sorgerà negli spazi di Azimut e sarà il centro delle attività a terra e in mare: dalla preparazione della barca ai test, fino alla gestione della squadra e dei rapporti con partner e ospiti. L’annuncio nel primo giorno del Salone Nautico di Genova. L’accesso diretto al Tirreno consentirà di provare il prototipo in condizioni marine differenti. Strategica anche la vicinanza a Maranello, dove Enzo Ferrari ha fondato la scuderia, il cuore pulsante e la capitale simbolica della Motor Valley, la terra dei motori dell’Emilia-Romagna. Un contatto necessario per mantenere uno scambio continuo con i dipartimenti di ingegneria e design del Cavallino.

“Questa sede nasce per essere la vera e propria casa del progetto Ferrari Hypersail, un luogo pensato per il lavoro quotidiano del team e per accogliere tutti i soggetti che ruotano intorno al progetto”, spiega Enrico Voltolini, project leader di Ferrari Hypersail. Livorno, aggiunge, offre “le condizioni ideali per accrescere ancora di più il processo di innovazione”.

Uffici, laboratori e palestra

La base ospiterà gli uffici di ingegneri e shore team, palestre e aree per la preparazione atletica, oltre a laboratori dedicati alle componenti idrauliche, elettriche e meccaniche e alla stampa 3D. L’edificio è stato progettato dal Ferrari design studio guidato da Flavio Manzoni. I colori grigio Hypersail e giallo Fly richiameranno quelli dell’imbarcazione, mentre la sagoma tecnica del monoscafo sarà riprodotta all’ingresso e sul tetto. “Il design non è solo espressione formale, ma uno strumento capace di creare innovazione, in un processo di contaminazione virtuosa tra varie discipline”, sottolinea Manzoni.

Azimut costruisce la barca per il “decollo”

La nuova sede si inserisce nel più ampio accordo tra Ferrari Hypersail e Azimut Yachts. In qualità di Technical Partner, Azimut svilupperà una tow boat di 72 piedi, uno spintore destinato a trainare il prototipo durante i primi test di volo, quando sarà ancora privo di armo e vele. Si tratta di un compito decisivo: realizzare la speciale imbarcazione che permetterà a Hypersail di raggiungere la velocità necessaria per sollevarsi sull’acqua durante i primi test, permettendo così al monoscafo letteralmente di volare sui foil, detti anche idroali. Imbarcazione che sarà utilizzata anche per l’assistenza e il monitoraggio delle prove a vela e, in seguito, anche per esigenze di rappresentanza e per ospitare gli equipaggi. Una barca d’appoggio.

“La tow boat a motore di 72 piedi, che verrà sviluppata insieme al nostro nuovo partner Azimut Yachts, rappresenta un primo e concreto esempio di collaborazione e sinergia operativa tra le due aziende”, afferma Angelo Pesci, chief purchasing & quality officer di Ferrari. Protagonista sarà l’Azimut Fly 72 x Ferrari Hypersail, un tow boat modificata dall’ufficio tecnico e dal dipartimento ricerca e sviluppo di Azimut. Dovrà trainare il prototipo fino a circa 30 nodi, sostenendone le fasi di decollo e di “volo” sui foil. Il Fly 72 è stato alleggerito di sei tonnellate grazie all’uso esteso della fibra di carbonio. La potenza è stata invece raddoppiata fino a 4.000 cavalli. Una configurazione sviluppata solo per il Cavallino. Lo scafo sarà dotato anche di uno specifico punto di traino, progettato per resistere alle forti sollecitazioni statiche e dinamiche. “Siamo orgogliosi di prendere parte a un’impresa che muove dalla sfida per generare nuove conoscenze e stimoli per il mondo della nautica”, afferma Andrea Antichi, general manager di Azimut Yachts.

Un laboratorio volante di 30 metri

Hypersail è il primo prototipo monoscafo oceanico full-foiling di 100 piedi: misura circa 30 metri di lunghezza, 40 di altezza e 20 di larghezza. L’architettura, sviluppata con il progettista navale Guillaume Verdier, prevede un volo stabilizzato su tre punti: un foil integrato nella chiglia basculante, uno sul timone e, alternativamente, uno dei due foil laterali. L’imbarcazione, in costruzione a Pisa, dovrebbe essere terminata entro fine anno e poi trasferita a Livorno. Il varo e i primi test all’inizio del prossimo anno, Il progetto è anche una piattaforma di trasferimento tecnologico tra automobile e nautica.

Il sistema di controllo del volo deriva dalle competenze delle Rosse di Maranello sulle piste di Formula 1 e nelle altre competizioni, così come i metodi di calcolo, verifica aerodinamica e validazione strutturale. Senza motore a combustione, il monoscafo sarà energeticamente autosufficiente. Utilizzerà pannelli solari integrati nella coperta e nelle murate, turbine eoliche rimovibili e il sistema Winch by Wire, capace di trasformare in elettricità l’energia generata dalle manovre dell’equipaggio.

La livrea tra giallo Fly e carbonio

Alla Milano Design Week 2026 è stata presentata la livrea di Hypersail. Protagonista è il giallo Fly, tonalità chiara legata alla seconda anima cromatica di Ferrari. Il giallo compare infatti nello scudetto del Cavallino e richiama la città di Modena. Fu utilizzato anche sulla 275 GTB, la prima Ferrari gialla, presentata al Salone di Parigi del 1964. Il termine Fly sottolinea invece la capacità della barca di sollevarsi sull’acqua.A completare la livrea è il grigio Hypersail, che riprende la tonalità della fibra di carbonio impiegata per lo scafo. Non soltanto una scelta estetica, ma un richiamo diretto a leggerezza e prestazioni. “Hypersail, come Ferrari – sottolinea Pesci – è simbolo ed espressione del made in Italy”. Non mancano i richiami alle Monza SP1 e SP2 e alla Hypercar 499P, segni di stile che, insieme alla ingegneria e alla tecnica, seguono la stessa rotta: fare in modo che una Ferrari possa volare anche sul mare.


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