La Regione va avanti sugli espropri delle case dei “ras delle soffitte”

Espropri delle case ai ras delle soffitte: la Regione va avanti e nella prima giunta utile approverà i criteri per rendere operativo il provvedimento. In opposizione c’è scetticismo: «Un percorso complicato, che difficilmente funzionerà» sostengono in sostanza Pd e Avs, che comunque – come il resto del centrosinistra – non hanno votato contro il testo in commissione.
Il vicepresidente Maurizio Marrone, che si occupa della questione come assessore alla Casa, è convinto che la legge consentirà davvero di requisire gli alloggi ai proprietari e consegnarli alle Atc (attraverso un risarcimento economico). «Procediamo sulla strada di espropriare a quei ras delle soffitte che lucrano sullo sfruttamento della microcriminalità e sul degrado dei quartieri – sostiene – La procedura è articolata ma assolutamente pratica e operativa: vogliamo trasformare le palazzine dello spaccio e della clandestinità in nuove case popolari decorose e legali».
Tre le condizioni necessarie perché le Atc agiscano. Intanto, che gli appartamenti si trovino in “stato di conservazione scadente” (ad esempio, senza impianto elettrico o acqua corrente o senza servizi igienici) e qui sarà il Comune a dover certificare. Poi che il proprietario sia stato condannato per reati come spaccio, riciclaggio, terrorismo, favoreggiamento della prostituzione e dell’immigrazione clandestina. Infine che ci sia una “connessione” fra il reato e l’immobile.
Tutto già previsto da un articolo della legge Omnibus approvata dal Consiglio a luglio 2025, che attendeva un regolamento con paletti e dettagli per diventare attuativo. Ieri il passaggio in commissione prima del definitivo via libera in giunta. Con le perplessità della minoranza. «Abbiamo condiviso la proposta nel suo impianto generale – sottolinea il Pd con Nadia Conticelli – Ma ancorare la misura solo al reato, che peraltro deve essere riconducibile al proprietario, non produrrà effetti concreti. In più, i fondi per gli indennizzi non ci sono». «Ci fa piacere che la destra promuova gli espropri per realizzare l’interesse pubblico – osserva Alice Ravinale, Avs – Ma il provvedimento è residuale perché, essendo connesso alla commissione di reati, riguarda immobili spesso oggetto di confisca o liquidati per risarcimento danni. E difficilmente funzionerà per i ras delle soffitte, che gli alloggi li intestano a società».
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