Sardegna

Regione. Maggioranza cade al voto segreto: bufera sul Campo largo e echi sul Comune di Nuoro


Un duro colpo politico nell’Aula del Consiglio regionale della Sardegna segna una battuta d’arresto per la Giunta e apre nuove spaccature all’interno del Campo largo. A scrutinio segreto, l’Assemblea ha respinto la proposta sostenuta dall’assessora al Lavoro Desirè Manca (M5S) per la sostituzione di Aldo Aledda, componente esperto della Consulta regionale per l’emigrazione. Il verdetto delle urne ha visto prevalere i voti contrari con 29 no a fronte di soli 19 favorevoli.
La vicenda risale alla deliberazione dello scorso 25 marzo quando la Giunta, su impulso della stessa Manca, aveva richiesto di revocare l’incarico ad Aledda per nominare l’avvocata Sara Nicole Cancedda, sostenendo il venir meno del rapporto fiduciario. Dopo i dubbi di legittimità sollevati dalla Sesta commissione e la temporanea sospensione del provvedimento ad aprile, il testo è approdato in Aula affiancato al Documento di economia e finanza regionale (DEFR). Nonostante l’assessora abbia rimarcato l’assenza di motivi personali e difeso la scelta parlando di critiche amministrative oltre il consentito, l’opposizione — guidata dalla richiesta di voto segreto del capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu — ha difeso il diritto di critica di Aledda. L’esito delle urne ha provocato l’immediata richiesta di sospensione dei lavori da parte del capogruppo M5S Michele Ciusa e la successiva chiusura della seduta disposta dal presidente del Consiglio Piero Comandini.

Pierluigi Saiu (foto S.Novellu)

Pierluigi Saiu (foto S.Novellu)

Le reazioni politiche: l’affondo di Pierluigi Saiu – L’esito del voto ha subito scatenato vivaci reazioni politiche che travalicano i confini di Palazzo Viceregio. Sul piano regionale, durissima è la presa di posizione di Pierluigi Saiu (SiAmo Nuoro), che legge la bocciatura dell’atto come il sintomo di una crisi strutturale della coalizione guidata da Alessandra Todde.
«Chi vuole sapere come funzionerebbe un governo nazionale PD-M5S può guardare alla Sardegna», dichiara Saiu. «Oggi il Campo largo è andato sotto in Consiglio regionale con una bocciatura in piena regola verso la proposta presentata dall’assessora 5 Stelle Desiré Manca. Politicamente il voto arriva dentro uno scontro ormai pubblico tra PD e M5S sugli equilibri della maggioranza. Mentre la prima regione d’Italia per cittadini che rinunciano alle cure deve fare i conti anche con l’indagine sulla privatizzazione degli aeroporti sardi, la presidente Todde continua a cercare una dimensione nazionale della propria azione politica come se nulla fosse. Il problema del Campo largo non è più soltanto che litiga, ma che quando smette di litigare non è capace di governare».

Bastianella Buffoni (foto S.Novellu)

Bastianella Buffoni (foto S.Novellu)

I riflessi sul quadro locale: l’analisi di Bastianella Buffoni – Le frizioni emerse a Cagliari trovano un parallelo diretto nelle dinamiche amministrative locali, come evidenziato dall’intervento di Bastianella Buffoni (SiAmo Nuoro), che richiama l’attenzione sul clima di stallo che sta interessando la maggioranza al Comune di Nuoro.
«Quello che è accaduto in Consiglio regionale rende ancora più evidente una domanda che a Nuoro ci poniamo da tempo», osserva Buffoni. «Quando una maggioranza passa più tempo a discutere dei propri equilibri che dei problemi della città, qualcosa non funziona. A Nuoro assistiamo a discussioni pubbliche sul perimetro della coalizione, a tensioni tra PD, M5S e gli altri alleati, oltre a un Consiglio comunale che non riesce a riprendere con regolarità la propria attività. Non è una questione di etichette o di posti, ma di governo: i cittadini hanno bisogno di sapere chi decide e quali risultati si intendono raggiungere. Una maggioranza può anche discutere, ma alla fine deve governare».


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