Morto nel parcheggio, la madre denuncia il personale del Pronto Soccorso

Si è recata dai carabinieri e ha sporto denuncia querela nei confronti del personale del pronto soccorso in turno la notte in cui è morto suo figlio. La madre del 40enne che lo scorso 12 settembre fu trovato senza vita nel parcheggio dei dipendenti della Asl – tra l’ospedale San Donato e il Pionta – in seguito ad un gesto auto lesionistico chiede che venga fatta chiarezza su cosa è accaduto quella tragica sera.
La donna e gli altri componenti della famiglia, assistiti dall’avvocata Valentina Guerri, con la loro querela, presentata nelle scorse ore, chiedono che venga ricostruita, passo dopo passo, la vicenda, per capire in particolare cosa sia accaduto all’interno del pronto soccorso e quando il figlio sia uscito allontanandosi dalla struttura. Per farlo chiedono l’acquisizione dei documenti (registro del pronto soccorso e immagini registrate dall’impianto di videosorveglianza) che possano permettere di ricostruire con precisione i fatti. Elementi che potranno essere valutati dalla Procura di Arezzo che potrà accertare se ci sono responsabilità. Nella querela i familiari si chiedono se il 40enne sia stato accudito dal personale come prevedono gli obblighi giuridici e cosa non sia andato per il verso giusto. Il sospetto è che possa configurarsi un reato, quello di “abbandono di una persona della quale debba avere cura” in seguito al quale è avvenuto il decesso.
La tragedia
Il 40enne viveva con la famiglia al Sodo di Cortona. Nel pomeriggio dell’11 settembre i genitori si erano rivolti al 118 perché il figlio aveva una crisi psicotica. Soccorso, viste le sue condizioni fu portato all’ospedale San Donato e non alla Fratta come solitamente accade in Valdichiana. E proprio nel pronto soccorso cittadino lì se ne persero le tracce poco il triage. Fu ritrovato nella notte, nel parcheggio adiacente il parco del Pionta. Morto dissanguato, a causa delle numerose ferite che si sarebbe auto inferto con il vetro di una bottiglia, come ha stabilito l’autopsia eseguita nei giorni successivi. L’uomo si sarebbe tagliato da solo su varie parti del corpo, causando una copiosa perdita di sangue che l’ha portato al decesso. Nessuna aggressione dunque.
Ma cosa accadde tra il ricovero e il ritrovamento del corpo? L’uomo sarebbe uscito dalla struttura poco dopo l’arrivo, intorno alle 19,30, proprio mentre i familiari attendevano notizie nella sala d’aspetto. Erano a pochi metri di distanza, ma non sapevano cosa stava accadendo e non potevano fare nulla per alleviare le sofferenze del figlio. Hanno atteso ore. Nella querela emerge che hanno chiesto informazioni intorno a mezzanotte, ma non hanno ricevuto risposte. E all’una hanno iniziato a cercarlo. Ma quanto è stato trovato era troppo tardi.
Source link




