Lazio

Casa, dal modello Spagna lezioni all’Italia

Bene la sollevazione popolare che c’è stata in Spagna per difendere il diritto di Maricarmen alla casa e richiamare l’attenzione del Governo e dell’Europa sul gravissimo problema del disagio abitativo che si estende a macchia d’olio e interessa tutte le capitali europee e non solo.

Dai dati pubblicati sul mercato immobiliare in Italia, ad esempio,  l’affitto incide dal 65% al 76%  a Milano (media canone 1.950 €/mese); a Bologna 48%/50% (media canone 1.230 €/mese); a Roma 52%/65% (media canone 1.540 €/mese).

In questo quadro, in cui è evidente la richiesta urgente di interventi efficaci ed incisivi che diano agli alloggi il reale valore e la funzione d’uso bloccando la sistematica espulsione dalle città dei ceti a reddito medio e basso, ben venga sia l’affordable act del Commissario europeo alla casa sugli affitti brevi, ma ancora più significativo il decreto del Governo socialista spagnolo che blocca gli sfratti per le persone vulnerabili sino al 2030, proroga di due anni i contratti in scadenza prima di dicembre del 2028, dispone il divieto all’acquisto di immobili da parte dei fondi speculativi  e vara regole più stringenti per gli affitti stagionali.

Questi interventi, anche se ancora in via di definizione sia in Spagna che in Europa con il passaggio al voto delle rispettive assemblee elettive, indicano quella che riteniamo una strada obbligata.

In Italia, al contrario,  il Governo sordo ai bisogni di gran parte della popolazione ormai impoverita che fa fatica ad affrontare la quotidianità contrasta in maniera pretestuosa la proposta di regolamentazione europea sugli affitti brevi e ha varato una legge sul piano casa che, più che altro, offrirà ulteriori opportunità agli speculatori immobiliari.

Per il SUNIA è tempo di cambiare passo e la manifestazione nazionale indetta dalla CGIL con la Via Maestra per il 17 Ottobre sarà l’occasione per ribadirlo.

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