Nuovo ufficio immigrazione a Torino, inaugurata la sede al Santo Volto
È stata inaugurata questa mattina la nuova sede dell’Ufficio immigrazione della questura di Torino, al Santo Volto di via Val della Torre 3, affacciata sul Parco Dora. Alla cerimonia hanno partecipato il direttore centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle frontiere, prefetto Claudio Galzerano, il prefetto di Torino Donato Giovanni Cafagna, il questore Massimo Gambino e rappresentati delle istituzioni, civili e militari.
Il nuovo ufficio trova casa in una sede messa a disposizione dalla Diocesi di Torino, dopo l’interessamento del vescovo Roberto Repole. I migranti potranno trovare ampie sale d’attesa e una lunga tettoia con tante sedie dove poter attendere il proprio turno senza dover stare sotto la pioggia in inverno e il sole cocente in estate. In questa prima fase, la struttura di via Val della Torre ospita solo lo sportello di via Ruffini 11. «La struttura è sicuramente adeguata a quelle che sono le esigenze dell’utenza, ma anche del personale. Ma entro fine anno – ha detto il questore Massimo Gambino – cercheremo di portare qui anche gli uffici di via Dorè 3 e di via Botticelli». Il primo si occupa delle richieste ordinarie di permesso di soggiorno tramite kit distribuito da Poste Italiane, e quella di via Botticelli 116, destinata al ritiro materiale del titolo di soggiorno pronto. Le date esatte saranno presto comunicate.

Gli uffici immigrazione occuperanno tre piani di un’ala del Santo Volto: al piano terra ci saranno le richieste di asilo politico. Al primo piano i rinnovi dei permessi di soggiorno al secondo gli uffici dei dirigenti e impiegati non aperti al pubblico. Se qualche settimana fa si sono aperti i primi sportelli adesso in via Val della Torre nasce un unico grande polo per accorpare i servizi all’immigrazione, eliminare le code all’esterno e ridurre i tempi di attesa. Alla cerimonia hanno partecipato anche il presidente della Compania di Sanpaolo, Marco Gilli, gli assessori Andrea Tronzano per la Regione, Jacopo Rosatelli e Francesco Tresso per il Comune, il vescovo ausiliario di Torino Alessandro Giraudo. Tra gli altri anche il consigliere comunale Abdullahi Ahmed e la segretaria della Cgil Torino Elena Ferro che avevano denunciato i disagi di corso Verona e poi via Botticelli. Soddisfatto il prefetto Cafagna che ha seguito dall’inizio la situazione, da quando in corso Verona i migranti dormivano per terra per intere notti pur di non perdere il loro turno.
Nonostante l’apertura del Santo Volto resteranno aperti l’ufficio di Ivrea e Bardonecchia e presto dovrebbe aprire anche quello di Rivoli. Per Galzerano, Torino adesso si presenta come un modello per l’Italia. «Cercheremo di copiarlo anche altrove – ha detto il dirigente –. Qui c’è stata una grande collaborazione tra istituzioni e varie realtà del territorio».
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