Abodi: “Commissariamento Malagò non è mossa politica. Mancini resterà comunque” – Calcio
“Non c’è un tema né personale né politico. Metterla su questo piano è un tentativo di creare confusione della quale il sistema non ha bisogno. Bisogna ripartire, ci sono mille questioni da affrontare. Il resto deve andare avanti a prescindere. La politica qua non esiste, contrariamente a quello che si vuole dire.


È il Coni che prende una decisione, metterla sul piano politico è una mortificazione che il Coni non merita”, ha detto il ministro dello Sport e i Giovani Andrea Abodi in riferimento all’ipotesi commissariamento della Figc a margine della quinta edizione di Sky Up The Edit, progetto di Sky dedicato alle scuole e risponde così a distanza a Malagò che aveva detto “non è una questione personale ma politica”.
“Decide il Coni”
La posizione del ministro sul commissariamento è chiara: non una manovra per destabilizzare la Federcalcio, ma “un modo di dimostrare maturità in un sistema calcistico che non sempre ha affrontato i problemi e trattato le questioni con un metro uguale per tutti”. Il sistema calcio deve ripartire, “quello che noi dobbiamo fare intanto è dare tranquillità e non disturbare il progetto sportivo” e poi “affrontare con decisione, ognuno con le proprie convinzioni, un argomento che è sottoposto alla valutazione di più persone, questo è un fattore di garanzia. Deciderà la Giunta, deciderà il Consiglio nazionale. Ci sono dei pareri e chi ha la responsabilità, come la mia, di vigilare non sulle federazioni ma sul Coni. Non ho bisogno di intervenire, il mio mestiere è di non disturbare il lavoro dello sport con le sue autonomie”.
“Mancini non è in discussione”
In tal senso, Abodi parla anche del futuro del ct Roberto Mancini, al lavoro con addosso l’ipotesi commissariamento della Federcalcio: “Può e deve lavorare con tranquillità, perché non è in discussione il lavoro che sta facendo”. Il ministro aggiunge che ha “condiviso la scelta del presidente Malagò, l’ho apprezzata perché penso che Mancini possa dare quel quid in più che serve per ripartire nel modo giusto. Mettere in relazione i due elementi crea soltanto confusione. I giocatori, l’allenatore e il suo staff non sono condizionati da questa situazione”.
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