Assitol, alle aziende servono risposte sui rincari – Mondo Agricolo
Inflazione in aumento, impennata dei
costi energetici e rincari a catena su materie prime di origine
agricola e imballaggi. È il quadro economico tracciato da
Assitol, Associazione italiana dell’industria olearia aderente a
Federalimentare e Confindustria, che chiede, viste le troppe
incognite, alle istituzioni interventi immediati a sostegno
delle imprese e una strategia strutturale sulla food security.
“Siamo – osserva il direttore generale Andrea Carrassi – tra
i pochi comparti che, anche grazie all’export, hanno dimostrato
di reggere le difficoltà post-pandemia. Tuttavia, per colpa del
clima internazionale sempre più teso, il quadro si sta
aggravando progressivamente ed i costi stanno diventano sempre
più difficili da sopportare”.
Assitol segnala che a peggiorare lo scenario sarà l’ultimo
trimestre del 2026 che secondo le previsioni del Centro studi di
Confindustria sarà caratterizzato da un’ulteriore frenata
dell’attività industriale. “Tutta colpa – sottolinea
l’associazione – dei prezzi di gas e petrolio ai livelli più
alti rispetto a fine 2022, anno dello scoppio del conflitto
russo-ucraino, che incidono sul carrello della spesa”. “Inoltre,
secondo le stime preliminari dell’Istat, l’inflazione – aggiunge
Assitol – ha appena raggiunto il livello più alto dell’anno in
corso (+4,2%)”.
“Gli ultimi sei mesi – prosegue Carrassi – hanno messo a
dura prova la resilienza delle imprese associate che, come già
dimostrato dal Covid e dagli ultimi anni di tensioni
geopolitiche, si è dimostrata notevole. Non vediamo schiarite
all’orizzonte. La situazione nello stretto di Hormuz è bloccata,
Medio Oriente e Ucraina non sembrano trovare soluzione”.
“Apprezziamo – conclude il direttore generale – gli sforzi
compiuti dal Governo a sostegno del mondo industriale ma
l’attuale scenario impone interventi mirati, come il credito
d’imposta per i costi energetici sopportati dalle aziende”.
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