>>>ANSA/Mosca alla Nato, ‘difenderemo Kaliningrad con l’intero arsenale’ – Altre news
(di Mattia Bernardo Bagnoli)
Scintille tra Mosca e la Nato.
La Russia, infatti, ha scritto all’Alleanza per protestare
contro ciò che definisce una linea “avventurista e
irresponsabile”, che comprende, a suo dire, esercitazioni volte
a simulare “l’isolamento” dell’exclave di Kaliningrad,
aumentando “notevolmente i rischi di uno scontro armato
diretto”. La missiva – definita dalla Nato “un documento non
ufficiale” o non paper – è stata consegnata dall’ambasciata
russa in Belgio al Segretariato Internazionale dell’Alleanza. Il
tono è bellicoso. Mosca si dice pronta a ricorrere “all’intero
arsenale di armi a sua disposizione” per difendere il proprio
territorio. Ovvero le armi nucleari.
La Nato non a caso è andata subito al sodo. “Abbiamo inviato
una risposta, sottolineando che siamo un’Alleanza difensiva e
che nessuna delle nostre attività o esercitazioni rappresenta un
rischio per alcuna parte del territorio russo”, ha affermato la
portavoce, Allison Hart. “Condanniamo nettamente la minaccia
dell’uso della forza, compresa qualsiasi retorica nucleare
irresponsabile”. Insomma, le accuse sono incrociate. D’altra
parte, dopo quasi cinque anni di guerra ‘totale’ in Ucraina e
una campagna di sabotaggi e attacchi ibridi in Europa sempre più
sofisticata, la Russia non può proprio lamentarsi se la Nato
prende le contromisure. E tra queste ci sono naturalmente i ‘war
games’ disegnati per elaborare una risposta nel caso in cui i
Baltici fossero attaccati e venisse chiuso il corridoio Suwalki,
il piccolo lembo di terra che collega l’allineatissima
Bielorussia a Kaliningrad. Diversi leader alleati non ne hanno
fatto mistero: in caso di azioni sconsiderate del Cremlino,
l’exclave verrebbe ‘asfaltata’.
La Russia è abilissima però a invertire gli addendi,
pretendendo di cambiare il risultato. “L’Europa sta senz’altro
conducendo una guerra contro di noi”, ha tuonato il ministro
degli Ester Serghei Lavrov quando, a margine del Valdai
International Discussion Club, si è rifiutato di confermare la
campagna ibrida e anzi ha tirato in ballo le armi che
l’Occidente dà all’Ucraina, usate poi per colpire la Russia. “Se
intendete la distruzione delle infrastrutture utilizzate dal
regime nazista (ucraino), con il supporto occidentale, per
condurre una guerra contro la Federazione Russa, allora
ricorriamo alla forza bruta per reprimere una minaccia diretta
contro di noi”, ha sottolineato. Parole sferzanti quando ancora
si hanno negli occhi le immagini, a Kiev, dell’Accademia delle
Scienze in fiamme e degli ospedali colpiti dai missili russi —
non a caso l’Università Nazionale Taras Shevchenko offrirà
lezioni a distanza dal 29 settembre al 16 ottobre a causa del
deterioramento della sicurezza per l’escalation di attacchi
sulla capitale.
Nelle ore in cui Mosca punta il dito contro la Nato arriva
tuttavia un’altra attribuzione di responsabilità. “Possiamo
concludere con certezza che l’incendio doloso ai locali della
Milrem Robotics, avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 agosto a
Tallinn, è stato un atto di sabotaggio ordinato dai servizi
speciali russi”, ha annunciato il ministro degli Esteri
dell’Estonia, Margus Tsahkna. Gli alleati domani discuteranno
della campagna ibrida al Consiglio Atlantico, per trovare una
quadra sulla risposta da dare, il più possibile comune. Il
Cremlino, dal canto suo, ha smentito: “Sono accuse infondate”.
Il conflitto, nel mentre, come ogni giorno si trascina. Nella
notte l’Ucraina è riuscita ad abbattere i missili balistici
russi lanciati su Kiev grazie al sistema Nasams fornito dai
partner americani e norvegesi, con il relativo pacchetto
d’intercettori. Volodymyr Zelensky ha ringraziato. Peggio è
andata alla Russia. Un bombardiere strategico Tu-95 si è
schiantato durante un volo di addestramento nella regione
dell’Amur: si tratta di un velivolo di epoca sovietica,
impossibile da rimpiazzare, la cui flotta si sta assottigliando
sempre di più a causa della guerra.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Source link



