Basilicata

“Tazzina della legalità”, Occhiuto raccoglie l’appello sull’imprenditore vibonese Cascasi

Il governatore della Regione Calabria, Roberto Occhiuto incontrerà nei prossimi giorni l’imprenditore vibonese Francesco Cascasi e una delegazione dell’associazione “La Tazzina della legalità”


VIBO VALENTIA – Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha raccolto l’appello lanciato dalla Tazzina della Legalità sulla vicenda dell’imprenditore Francesco Cascasi e nei prossimi giorni incontrerà una delegazione dell’associazione insieme allo stesso imprenditore. Una risposta che La Tazzina considera un primo segnale concreto di attenzione istituzionale verso una vicenda che intreccia legalità, impresa e rapporto con la pubblica amministrazione.

L’APPELLO DELLA “TAZZINA DELLA LEGALITà” PER CASCASI

L’apertura di Occhiuto arriva poche ore dopo l’appello lanciato durante l’evento la “Staffetta della Legalità” a Vibo Valentia, durante il quale Sergio Gaglianese, presidente de “La Tazzina della Legalità”, aveva rilanciato il caso Cascasi rivolgendosi alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alla presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo, ai ministri competenti, alle istituzioni calabresi e ai vertici del mondo imprenditoriale.

Cascasi, ricorda Gaglianese, è un imprenditore che ha denunciato esponenti della ’ndrangheta e che, dopo una battaglia durata oltre vent’anni, ha ottenuto la concessione per il proprio progetto Marina Resort. Secondo la documentazione richiamata dall’associazione, sarebbero però trascorsi ulteriori 683 giorni dalla richiesta di adeguamento senza che la procedura sia arrivata a conclusione.

Francesco Cascasi

IL RINGRAZIAMENTO AD OCCHIUTO

«Ringraziamo il presidente Occhiuto perché ha raccolto il nostro appello con tempestività – afferma Gaglianese –. È un gesto che abbiamo il dovere di riconoscere pubblicamente. Non abbiamo mai avuto difficoltà a esprimere le nostre critiche quando abbiamo ritenuto che qualcosa non funzionasse e proprio per questo riteniamo corretto dare atto, quando accade, delle risposte positive».

Il presidente della Tazzina sottolinea come il riconoscimento della risposta del governatore non significhi rinunciare all’autonomia dell’associazione. «La nostra associazione non fa sconti a nessuno e non cerca interlocuzioni di comodo con la politica. Criticare quando serve e riconoscere quando un’istituzione ascolta è, per noi, la stessa idea di autonomia».

La vicenda Cascasi, secondo La Tazzina, pone, per Gaglianese, una questione più ampia sulla condizione di chi decide di investire e lavorare in Calabria dopo aver scelto di denunciare la criminalità organizzata: «Non possiamo chiedere agli imprenditori di denunciare la ’ndrangheta e poi lasciarli soli quando devono confrontarsi con la macchina amministrativa – afferma Gaglianese –. E non possiamo accettare che proprio il mondo imprenditoriale lasci solo chi ha avuto il coraggio di denunciare».

IL COINVOLGIMENTO DELLE RAPPRESENTANZE INDUSTRIALI

Da qui anche il coinvolgimento delle rappresentanze degli industriali, alle quali l’associazione chiede quale sostegno venga concretamente garantito a chi denuncia la criminalità organizzata e, contemporaneamente, investe sul territorio: «Siamo stanchi dell’antimafia dell’apparenza – aggiunge Gaglianese – quella che trova sempre il tempo per commemorazioni, cerimonie e premi, ma rischia di scomparire quando c’è da affrontare concretamente i problemi di chi denuncia. La vera antimafia si misura quando le telecamere si spengono».

Per La Tazzina, dunque, il confronto avviato con Occhiuto non rappresenta un punto di arrivo. «Ora attendiamo le altre istituzioni – sottolinea Gaglianese –. La risposta del presidente Occhiuto rappresenta un primo passo, ma la vicenda Cascasi deve diventare una responsabilità condivisa. Ognuno faccia la propria parte, per quanto di competenza».

LA “RIDESTANZA”

Il caso si lega direttamente alla Staffetta della Legalità e al percorso che l’associazione ha battezzato «Ridestanza», con l’obiettivo dichiarato di trasformare la legalità da principio celebrato in responsabilità concreta.

«Da Vibo Valentia vogliamo far partire qualcosa di più grande di una manifestazione – conclude Gaglianese –. Vogliamo far partire la matrice della Ridestanza. Una Calabria che smette di aspettare, che torna a pretendere risposte, che ritrova orgoglio e coraggio e che non accetta più che chi denuncia, chi investe e chi prova a costruire venga lasciato solo», conclude Gaglianese annunciando ulteriori iniziative sulla vicenda e conferma l’intenzione di proseguire il confronto con le istituzioni, mantenendo ferma la propria autonomia: «La Calabria non ha bisogno di altre promesse. Ha bisogno di essere ascoltata. E soprattutto ha bisogno di ridestarsi».


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