Liguria

Metropolitana, i comitati all’attacco sulla sicurezza: “Vie di fuga difficili e pericolose, servono chiarimenti”


Genova. Due episodi di blocco del servizio avvenuti tra agosto e settembre nella galleria di Certosa della metropolitana di Genova hanno sollevato accese discussioni sulle procedure di sicurezza e di evacuazione dei passeggeri. A riportare l’attenzione sul tema è La Rete Genovese dei comitati, che in una nota diffusa il 28 settembre esprime forte preoccupazione per le modalità con cui sono state gestite le fermate improvvise dei convogli, rilanciando sul tema della sicurezza.

“I treni si sono fermati in galleria e i viaggiatori sono stati costretti a raggiungere a piedi la stazione di Brin”, si legge nella nota stampa, episodi raccontati anche dalle cronache cittadine, uno lo scorso 6 agosto, l’altro l’8 settembre. Situazioni che non hanno visto feriti, ma che, per i comitati, sollevano diversi dubbi di natura tecnica e logistica. Secondo quanto riportato nel comunicato, la via di fuga impiegata dalle persone scese dai vagoni presenta importanti limitazioni fisiche, trattandosi di “un camminamento stretto, sopraelevato rispetto al piano del ferro, privo di protezioni verso i binari e senza corrimano sul lato della parete”.

La nota sottolinea inoltre come tra il treno e il camminamento fosse presente “un dislivello assimilabile a uno scalino“, configurazione che evoca caratteristiche di “un’infrastruttura concepita per esigenze tecniche e manutentive, più che per l’evacuazione di passeggeri, comprese persone anziane, con disabilità motorie, con difficoltà di deambulazione o genitori con passeggini“. Oltre agli aspetti strutturali, il documento evidenzia possibili carenze nei protocolli di informazione a bordo durante gli eventi critici. In particolare, nel corso del secondo episodio segnalato, secondo quanto ricostruisce la rete dei comitati “le istruzioni ai viaggiatori non sarebbero state comunicate attraverso il sistema interfonico, ma mediante passaparola tra i passeggeri“, una gestione definita poco idonea in contesti d’emergenza in cui servono indicazioni ufficiali per scongiurarne il panico.

Le ripercussioni dei guasti avrebbero interessato anche il sistema di trasporto urbano di superficie. A causa della mancanza di avvisi tempestivi relativi all’interruzione del servizio e alle alternative per raggiungere la Valpolcevera, si sono verificati importanti disagi: “L’affollamento delle fermate di interscambio, in particolare nell’area di Sampierdarena, dove si sono formate lunghe code in attesa degli autobus sostitutivi”. Sulla base di questa ricostruzione,  la Rete Genovese formalizza una richiesta diretta all’azienda e agli enti locali competenti affinché vengano forniti “chiarimenti sulle procedure di evacuazione attualmente previste nella tratta interessata, sulle misure dedicate alle persone con ridotta mobilità e sulle modalità di informazione al pubblico adottate in caso di interruzione del servizio”.




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