Liguria

Crisi Amt, slitta l’omologa del piano per il salvataggio. Nuovi bus in arrivo per garantire il servizio


Genova. La fine di settembre si avvicina, ma all’orizzonte non c’è ancora l’omologa del Tribunale di Genova sul piano di ristrutturazione del debito di Amt, passaggio fondamentale per scongiurare il fallimento e avviare l’azienda verso il risanamento. Il risultato però “non è lontano” e gli accordi coi creditori sono “in fase avanzata”, come ha comunicato ai sindacati Giovanni Mottura, l’esperto nominato per seguire la composizione negoziata della crisi. E qualche buona notizia arriva anche sul fronte del servizio, nonostante i tagli che hanno accompagnato l’entrata in vigore dell’orario invernale.

“Mancano le ultime Pec da parte di alcuni creditori, la settimana prossima depositiamo la richiesta, dopodiché il Tribunale dovrà vagliare il documento”, spiega il vicesindaco Alessandro Terrile. Le misure protettive scadono il 21 ottobre e la decisione potrebbe arrivare dopo quella data, ma il braccio destro di Silvia Salis spiega che “non si pregiudica nulla“. L’approvazione del piano, che per molti fornitori prevede lo stralcio dei debiti al 50% in cambio del versamento in un’unica soluzione a inizio 2027, richiede il via libera di almeno il 60% dei creditori in ogni categoria: “Manca ancora qualcuno che deve deliberare, ma arriveremo un po’ oltre la soglia sufficiente”, assicura Terrile.

Com’è noto, il semaforo verde dal Tribunale sarà la condizione per far affluire nelle casse di Amt tutti i soldi necessari a stare in piedi da sola nei prossimi mesi, tra cui i 40 milioni della Regione che saranno alla base dell’operazione di ricapitalizzazione da parte del Comune per oltre 70 milioni. Oltre a questi stanno già affluendo i 20,7 milioni extra sul contratto di servizio, anche questi coperti in maggior parte dalla Regione (15 milioni) che ha assunto impegni formali per 6,7 milioni ma ha dato garanzie per la cifra intera.

Nei giorni scorsi il Mit ha annunciato l’entrata in servizio di 72 nuovi bus elettrici per Amt, finanziati con 51,1 milioni di euro del Pnrr e pagati col meccanismo dell’anticipazione bancaria. Secondo quanto ricostruito da Genova24 si tratta in parte di vetture Rampini da 8 metri, già impiegate su alcune linee collinari, e in parte di Iveco da 12 metri che invece saranno messi in funzione nelle prossime settimane.

Una boccata d’ossigeno per il servizio, visto che ad oggi, dopo aver dimensionato l’orario invernale sul numero reale di autisti, la criticità maggiore è la carenza di mezzi che impedisce di garantire le corse in caso di guasti. Nei prossimi mesi saranno acquistati altri bus a gasolio, soprattutto di piccole dimensioni.

Intanto, trascorse due settimane dal cambio di orario, sono già scattati alcuni correttivi legati soprattutto agli orari di entrata e uscita dalle scuole. Tra le linee ritoccate ci sono ad esempio il 64 (Manin-Righi-Oregina) e l’85 (Bavari-Brignole). Il lavoro più faticoso, però, è in ambito extraurbano dove la riduzione delle corse continua a creare malcontento: “Proseguono gli incontri coi sindaci dei vari comprensori per capire cosa si deve modificare – riferisce Terrile -. Sono arrivate richieste molto puntuali che l’azienda sta valutando”.

I commenti

“Fatti, non parole. Grazie al proficuo lavoro del ministro del Mit Matteo Salvini e del viceministro Edoardo Rixi con il Pnrr arrivano anche nel capoluogo ligure nuovi mezzi per il trasporto pubblico locale –  commentano i consiglieri regionali della Lega Sara Foscolo, Sandro Garibaldi e Armando Biasi – Con un investimento di circa 51,5 milioni di euro nell’area genovese sono entrati in servizio 72 nuovi bus elettrici, a disposizione ogni giorno degli utenti. L’intervento portato a buon fine si inserisce nel più ampio programma di investimenti, nell’ambito del Pnrr, gestito dal Mit che ha centrato tutti i 60 obiettivi di propria competenza per oltre 41 miliardi di euro. Nuovi mezzi pubblici, infrastrutture e servizi è quello che serve al capoluogo ligure e chi lavora con impegno ottiene concreti risultati per il territorio e i nostri cittadini”.

 

 




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