Basilicata

Lite tra Tiktoker: “Ruzza orologi” a processo per diffamazione a “Il Mac 64”

Dai social alle vere aule di giustizia: l’imprenditore di orologi Ruzza finisce a processo per diffamazione al calabrese “Il Mac 64”.


LOCRI (REGGIO CALABRIA) – La contesa virtuale tra “Ruzza orologi” e “il mac 64” finisce davanti ad un giudice. Il Gip del Tribunale di Milano nei giorni scorsi non ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura e ha fissato l’udienza in camera di consiglio per il prossimo 5 novembre. L’udienza fissata per le ore 11:15 vede indagato per diffamazione il noto commerciante di orologi di lusso milanese Lorenzo Ruzza. Al centro della vicenda giudiziaria c’è lo scontro a distanza tra due volti noti delle piattaforme digitali, seguiti complessivamente da centinaia di migliaia di follower. Da una parte l’imprenditore milanese, forte di un seguito multimilionario tra Instagram e TikTok, e dall’altra Domenico Macrì, 61 anni, avvocato di Roccella Jonica e celebre sul web come “Il Mac 64” o l’«uomo trapezio», assistito dal penalista Antonio Russo del Foro di Locri.

DAL WEB AL PROCESSO PER L’INPRENDITORE DI OROLOGI RUZZA: IL CASO DEI VIDEO INCRIMINATI

L’origine della querela risale all’ottobre del 2025, quando Macrì, noto sul web per le sue scenette ironiche focalizzate su temi sociali come il contrasto al bullismo, ha presentato formale denuncia. Secondo quanto ricostruito nell’atto presentato pochi giorni fa alla procura di Locri, in provincia di Reggio Calabria, il commerciante milanese avrebbe utilizzato l’immagine de “Il Mac” in un video promozionale pubblicato sui propri canali social, senza il consenso dell’interessato. Secondo la querela, il contenuto era finalizzato a pubblicizzare i prodotti della “Ruzza Watch”, avrebbe impiegato in modo «arbitrario e non autorizzato» un fotogramma raffigurante “Il Mac” in un ambito anche in cui sarebbero stati fatti «riferimenti nominativi offensivi a soggetti appartenenti a determinate etnie» tale da essere ritenuti da Macrì «a sfondo razziale».

DALLA RICHIESTA DI RISARCIMENTO ALLA DENUNCIA DE “IL MAC”

Quindi “Il Mac 64” nel mese di luglio tramite un avvocato civilista aveva chiesto il risarcimento dei danni a Ruzza.  Richiesta questa che avrebbe provocato «l’ira» dell’imprenditore di orologi di lusso che avrebbe reagito con dei video contro l’avvocato Macrì. Nella dettagliata querela presentata nei giorni scorsi dall’avvocato Russo si sottolinea come i contenuti diffamatori, veicolati tramite piattaforme social, abbiano avuto una vasta eco mediatica, favorita quindi dall’ampia platea di followers del commerciante milanese e dai numerosi commenti di utenti che avrebbero amplificato il discredito. Adesso la parola passa all’aula del settimo piano del Palazzo di Giustizia di Milano, dove le parti compariranno davanti al giudice per discutere gli sviluppi del procedimento e le eventuali memorie difensive.


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