Sicilia

Serie A, Cuesta lascia il Parma: D’Aversa in pole per sostituirlo in panchina

Salta la terza panchina in Serie A: il Parma ha infatti ufficializzato il divorzio con il tecnico Carlos Cuesta, in seguito a quella che il club ha definito come «una decisione condivisa». Il 31enne tecnico spagnolo, alla sua seconda stagione in Serie A, paga un inizio di campionato deludente con appena 4 punti in 5 partite (sconfitte con Cagliari e Juventus nei primi due turni, pari con il Monza, il ko di Como, quindi la vittoria casalinga con il Genoa prima della lunga sosta per gli impegni delle Nazionali). Per la successione il favorito è Roberto D’Aversa, con Alberto Gilardino possibile alternativa.

«A seguito di un confronto interno tra società e allenatore», si legge nel comunicato che ufficializzato l’addio di Cuesta, «si è convenuto che non vi erano più i presupposti tra le parti per proseguire il rapporto professionale, in particolare in merito allo sviluppo del progetto sportivo. Sono venute a mancare, infatti, le condizioni necessarie affinchè si potesse proseguire il lavoro intrapreso e si è giunti a questa decisione condivisa». La seduta di allenamento di domani pomeriggio, lunedì, «sarà affidata allo staff tecnico del Club, in attesa di ulteriori sviluppi in merito alla nuova guida tecnica».

Salgono, dunque, a tre dopo cinque giornate i cambi in panchina in serie A: il primo si era registrato dopo tre turni, con Paolo Vanoli al posto di Fabio Grosso alla Fiorentina: fatali all’ex campione del mondo le sconfitte con Roma (0-4), Frosinone (0-3) e Torino (1-2) che hanno lasciato i viola a quota zero nonostante un’importante campagna acquisti. La quarta giornata segna il destino di Domenico Tedesco: un punto raccolto (pari in extremis col Sassuolo) a fronte dei ko con Lazio, Atalanta e Napoli, col Bologna che decide così di affidare la panchina a Raffaele Palladino. Adesso, nella settimana della sosta e dopo 5 giornate, la separazione tra il Parma e Carlos Cuesta. Nello scorso campionato furono in tutto 8 i cambi in panchina, il primo dei quali alla Juve dopo otto giornate, con l’esonero di Igor Tudor e l’ingaggio di Luciano Spalletti dopo la parentesi Brambilla durata una gara.


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