Lazio

venerdì 2 ottobre aule a rischio a Roma

Nemmeno il tempo di completare il corredo di quaderni e astucci che il calendario scolastico incrocia già il suo primo ostacolo di rilievo.

La data da cerchiare in rosso è quella di venerdì 2 ottobre, prima giornata di passione per le famiglie romane.

A proclamare la serrata è la confederazione autonoma Csle (Confederazione Sindacale Lavoratori Europei), decisa a trasformare il rientro tra i banchi nel palcoscenico di un malessere sociale ben più ampio e radicato.

Sui portali istituzionali degli istituti scolastici della città si moltiplicano gli avvisi precauzionali: l’astensione dal lavoro, di natura plurisettoriale, rischia di congelare la routine quotidiana dagli asili nido fino ai licei di periferia.

Aule nel limbo: la lotteria delle circolari per i genitori

Sulle chat di classe delle scuole romane regna la solita, inevitabile incertezza. Il copione è quello di sempre: i dirigenti scolastici hanno già diramato le consuete avvertenze, mettendo le mani avanti. Impossibile stabilire prima quante maestre o quanti collaboratori scolastici decideranno di incrociare le braccia.

Il risultato? Un venerdì a ostacoli per migliaia di genitori, costretti a fare i conti con orari ridotti, entrate posticipate o, nel peggiore dei casi, cancelli sbarrati senza preavviso. Una paralisi che investe l’intero arco educativo, dai piccolissimi della fascia 0-6 anni fino agli studenti delle superiori pronti a fare ponte.

Dalla benzina ai salari: la piattaforma della protesta

Ma cosa c’è alla base di questa prima fiammata autunnale? La piattaforma rivendicativa presentata dalla Csle va ben oltre le mura delle aule e intercetta le sofferenze economiche del ceto medio e delle fasce più deboli.

Il sindacato mette sul piatto temi macroeconomici che scottano:

Stangata su carburanti e carrello della spesa: La richiesta perentoria di una sforbiciata ai prezzi della benzina e dei beni alimentari di prima necessità, schiacciati da un prelievo fiscale definito spietato;

Buste paga al palo: Un adeguamento immediato dei salari netti, diventati insufficienti per garantire la tenuta del potere d’acquisto e la dignità del vivere quotidiano;

Autonomia energetica e imprese: Un cambio di passo sulle politiche industriali e sull’approvvigionamento d’energia, per affrancare il tessuto economico e agricolo nazionale dalle dipendenze estere.

Non solo scuola: braccia incrociate dai treni agli ospedali

L’ondata d’urto del 2 ottobre non si fermerà tra i corridoi degli istituti di Roma. La proclamazione a raggio largo toccherà snodi nevralgici dei servizi essenziali in tutta Italia:

Ferrovie a scatto fisso: Per il settore dei trasporti su rotaia il blocco è concentrato nella fascia oraria dalle 11:00 alle 14:00, con inevitabili ripercussioni sulla circolazione dei treni regionali e a lunga percorrenza;

Sanità e pubblica amministrazione: Corsie ospedaliere e uffici degli enti locali operativi a scartamento ridotto, con la garanzia delle sole prestazioni d’urgenza;

Sicurezza, agricoltura e fabbriche: Il fronte dell’astensione coinvolge anche le forze dell’ordine, i lavoratori della vigilanza privata, le maestranze metalmeccaniche e il comparto agricolo.

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