Lazio

​Stranezze di città, “un Presidente, c’è solo un Presidente!”

Se il nostro Centro Culturale Lepetit (via Roberto Lepetit 86, Tor Tre Teste) fosse una squadra di calcio, oggi saremmo in testa al campionato, festeggiando un inizio di  stagione da incorniciare.Quest’anno il salto di qualità è stato netto, visibile, esaltante. 

Prima, il 19 settembre, la partecipatissima cerimonia di Premiazione del Premio Vincenzo Scarpellino per poesie e stornelli inediti nei dialetti del Lazio, alla sua XVI edizione, alla presenza di una prestigiosa Giuria presieduta dal Presidente dell’Accademia Nazionale della Crusca Paolo D’Achille.

Poi il ritorno il 22 settembre di una voce autorevole come quella del giornalista Marco Damilano, che nell’ambito della bellissima Rassegna di “Libri in Periferia”, con il suo libro sull’onorevole Aldo Moro, ha portato un’energia nuova, accendendo i riflettori sul nostro quartiere e dimostrando che la cultura non è un privilegio da centro storico, ma un bene vivo che appartiene a tutti. Prova ne sia il pienone  in orario serale dopo le 21.

Ma ogni grande squadra che vince e incanta ha bisogno di grandi giocatori e di una visione di gioco impeccabile.

Il “vero colpo di mercato” della Presidenza del Centro Culturale è stato mettere – proseguendo nella metafora calcistica – al centro del campo un mediano metodista di razza come Fabio Mollicone.

Nel calcio, il metodista è colui che sta nel cuore del gioco: dà equilibrio, smista palloni, recupera situazioni complesse e trasforma ogni intuizione tattica in un’azione concreta che va a segno. 

Con la presenza di Fabio Mollicone, la squadra del Centro Culturale ha trovato il suo “numero 10” perfetto, capace di impostare il ritmo, coordinare le presentazioni e far girare la formazione a livelli da Champions League.

Tutto questo, però, nasce dal lavoro straordinario e dalla tenacia del nostro Presidente Giorgio Grillo. È stato lui ad alzare l’asticella, a credere che il nostro quartiere meritasse il meglio e a trasformare un semplice spazio di ritrovo in un faro di idee, incontri e bellezza. 

Ha saputo sognare in grande, scegliendo le donne e gli uomini giusti per realizzare un progetto vincente.

Per questo, se oggi dovessimo far partire un coro da questa platea, non ci sarebbero dubbi su quale intonare: un Presidente, c’e solo un Presidente!

Grazie, Giorgio Grillo, per la passione, per il coraggio e per aver dimostrato che, quando c’è una guida vera, la periferia può diventare il centro della città.

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