Per Sinner, quarto forfait consecutivo: salta anche Pechino
Jannik Sinner non parteciperà al torneo ATP 500 di Pechino. Ad annunciarlo, attraverso un video pubblicato sui suoi canali social, è lo stesso tennista italiano: «Sono molto dispiaciuto di dover annunciare di non poter giocare a Pechino quest’anno. Il mio ginocchio non è ancora nelle condizioni in cui vorrei e non sono ancora in grado di competere, ma farò il possibile per tornare in campo prima possibile. Mi mancherà molto l’atmosfera di Pechino, sarò molto felice di tornare l’anno prossimo».
Il numero uno del mondo, nonché campione in carica del China Open, è fermo dal 12 luglio, giorno della finale di Wimbledon vinta contro Alexander Zverev: da allora non ha più disputato un match ufficiale e, nel mezzo, ha già dovuto rinunciare prima ai Masters 1000 di Montreal e Cincinnati, poi agli US Open (la prima volta in carriera che salta uno Slam per infortunio).
Pechino, nonostante un tentativo di test la settimana scorsa insieme a Flavio Cobolli che sembrava aver dato l’ok al rientro, rappresenta il quarto forfait consecutivo legato al ginocchio destro. Ora l’obiettivo si sposta sul Masters 1000 di Shanghai, in programma dal 7 al 18 ottobre, anche se pure quella presenza resta condizionata all’evoluzione del ginocchio.
Sul fronte ranking, la mancata difesa dei 500 punti di Pechino farà scendere Sinner a quota 11.000 da lunedì 5 ottobre, complicando ulteriormente la difesa della vetta: Alexander Zverev, forte di una stagione impreziosita dal doppio titolo Slam a Roland Garros e US Open, insegue a 9.690 punti e, in caso di doppietta Pechino-Shanghai, guadagnerebbe 1.365 punti rispetto ai risultati dello scorso anno.
Il conto economico è salato: il torneo di Pechino prevede premi crescenti in base al turno raggiunto (circa 27.461 euro per la sola presenza nel tabellone, 51.490 euro agli ottavi, 96.477 euro ai quarti), fino a un montepremi massimo di oltre 658mila euro in caso di vittoria. Una cifra che, va precisato, rappresenta un mancato guadagno potenziale.
C’è però un precedente che fa ben sperare: non è la prima volta che Sinner si ferma a lungo. Tra il 9 febbraio e il 4 maggio 2025 l’azzurro aveva scontato tre mesi di squalifica patteggiata con la Wada per il caso clostebol, saltando Doha, Indian Wells, Miami, Montecarlo e Madrid.
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