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Dichiarazioni dei redditi, chi guadagna di più in Italia: dagli sportivi a quota 250mila euro ai notai oltre i 164mila

L’indagine svolta dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali – basata sui dati fiscali resi noti nel 2025 e riferiti all’anno d’imposta 2024 – misura con precisione quanto dichiarano ogni anno i lavoratori dipendenti, i liberi professionisti iscritti agli ordini e chi gestisce un’attività in proprio.

Lavoratori dipendenti e iscritti all’INPS: in vetta gli sportivi, poi medici e giornalisti

Guardando ai lavoratori registrati all’INPS, la media lorda più alta in assoluto spetta agli sportivi professionisti – una platea contenuta di circa 8.400 persone tra calciatori, ciclisti e atleti di varie discipline -, con ben 250mila euro all’anno. Subito dopo troviamo i 117mila medici e sanitari della Cassa Pensioni Sanitari, che dichiarano in media 94mila euro annui. A seguire compaiono i 13.700 giornalisti dipendenti ex INPGI con 70.219 euro, mentre i 12.831 lavoratori del settore volo – tra piloti e personale di bordo – si attestano su 40.527 euro lordi. Nelle posizioni successive figurano i circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici di Stato ed Enti locali con entrate medie comprese tra i 35mila e i 38mila euro, il settore dei trasporti a quota 34.240 euro e, a chiudere la serie tra gli iscritti all’istituto, i coltivatori diretti con 12.320 euro lordi all’anno.

I liberi professionisti delle Casse autonome

Spostando l’attenzione sui liberi professionisti iscritti alle proprie Casse autonome privatizzate, la cifra più elevata appartiene ai 5.238 notai, capaci di attestarsi su una media di 164.758 euro lordi all’anno. Alle loro spalle si collocano i 250 attuari con 112.966 euro e i 23.800 farmacisti titolari di farmacia con 112.525 euro; la graduatoria prosegue con i 73.688 commercialisti a quota 96.846 euro, i 39.670 chirurghi con 79.736 euro e i 36.628 odontoiatri con 74.200 euro annui. Proseguendo tra gli ordini professionali, i 22.224 ragionieri dichiarano 65.897 euro, gli 82.071 ingegneri raggiungono i 64.269 euro, i 25.033 consulenti del lavoro toccano i 59.386 euro, i 12.985 periti industriali si posizionano su 57.487 euro e i 233.260 avvocati registrano 51.912 euro lordi.

Avanzando nella fascia intermedia si incontrano i 3.344 chimici e fisici a quota 47.963 euro, i 12.481 geologi con 42.277 euro, i 73.280 geometri con 40.381 euro e i 92.154 architetti con 38.192 euro. Poco al di sotto della soglia dei trentamila euro si trovano i 15.366 agronomi e forestali a 31.913 euro, i 26.637 veterinari con 30.937 euro, i 43.876 infermieri con 29.723 euro e gli 87.308 psicologi a quota 26.000 euro. Chiudono la serie dei professionisti ordinistici i 3.468 periti agrari con 24.710 euro, i 18.961 biologi con 22.025 euro, i 20.547 giornalisti liberi professionisti con 18.341 euro, i 2.586 agrotecnici a 17.151 euro e i 5.265 giornalisti con contratto di collaborazione coordinata e continuativa a 10.857 euro lordi.

Commercianti, artigiani e attività autonome: le cifre per ogni settore

Tra le attività indipendenti e d’impresa valutate dagli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA), le entrate medie lorde variano notevolmente a seconda del settore. In cima si collocano gli intermediari del commercio con 69,5mila euro, gli informatici con 60,3mila euro, i revisori contabili a 58,3mila euro, gli amministratori di condomini a 53,7mila euro e i tabaccai a quota 50,7mila euro.

Subito dopo si incontrano gli agenti di mediazione immobiliare con 48,9mila euro, i commercianti all’ingrosso di farmaci e articoli medicali con 47,0mila euro, gli esperti in ricerca e sviluppo a 46,9mila euro, i ricercatori di mercato e sondaggisti a 46,0mila euro e i servizi di pompe funebri con 43,6mila euro annui.

Continuando tra le attività autonome, i gestori delle sale da gioco dichiarano 40,6mila euro, le autoscuole 39,2mila euro, i servizi di catering 36,2mila euro, le ferramenta 34,2mila euro, le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere 34,1mila euro e i paramedici indipendenti 31,9mila euro. Nella fascia compresa tra i ventisette e i trentamila euro figurano gli agenti di viaggio e tour operator con 29,5mila euro, i meccanici con 29,2mila euro, i panettieri con 27,9mila euro, i gestori di stabilimenti balneari con 27,8mila euro e gli orologiai insieme ai gioiellieri a 27,0mila euro.

Proseguendo nel panorama delle attività in proprio si trovano i ristoranti, pizzerie e trattorie con 26,1mila euro, le guide turistiche a 25,2mila euro, i benzinai a 24,3mila euro, i bar, gelaterie e pasticcerie con 20,5mila euro e le erboristerie a 19,7mila euro. Il quadro si completa con i macellai a 19,4mila euro, gli acconciatori a 18,1mila euro, gli agriturismi con 17,7mila euro, i fiorai a 17,5mila euro, i commercianti al dettaglio di generi alimentari a 17,4mila euro, i giornalai a 17,3mila euro e i gestori di impianti sportivi a 17,0mila euro.

Negli ultimi gradini della classifica si posizionano infine i negozi di abbigliamento e calzature con 16,7mila euro, gli estetisti a 16,5mila euro, le tintorie e lavanderie a 16,4mila euro e i gestori di discoteche, sale da ballo e scuole di danza con un reddito medio lordo di 11,7mila euro all’anno.

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