Moretuzzo si appella a Fedriga

“A quasi dieci mesi dallo stanziamento di 1,2 milioni di euro da parte della regione Friuli Venezia Giulia per il triennio 2026-2028, destinato anche all’avvio di telegiornali, radiogiornali e programmi di informazione in lingua friulana, la Rai non ha ancora compiuto passi concreti”. La denuncia arriva dal sindacato Usigrai, dal comitato di redazione della Tgr Fvg e dal fiduciario della redazione di Udine, e viene raccolta dal capogruppo di Patto per l’autonomia-Civica Fvg in consiglio regionale, Massimo Moretuzzo.
“È una situazione che non può più essere considerata un semplice ritardo burocratico”, dichiara Moretuzzo. Il consigliere ricorda che la questione era già stata da lui sollevata lo scorso giugno, con un’interrogazione sui ritardi nei servizi Rai in lingua friulana finanziati dalla regione. Da allora, stando alla denuncia di Usigrai, si è tenuta una sola riunione con la delegazione trattante regionale, conclusasi senza risultati, e non sono in programma al momento nuove interlocuzioni.
Il quadro normativo
La legge regionale 19 del 2025 ha stanziato 400mila euro all’anno per la stipula di convenzioni con emittenti radiofoniche e televisive, pubbliche e private, finalizzate all’avvio di programmi di informazione in friulano. Il contratto di servizio Rai, all’articolo 9, prevede inoltre la definizione con le regioni richiedenti di un progetto operativo per assicurare l’applicazione delle norme a tutela delle lingue minoritarie. “Non stiamo parlando di una richiesta nuova o inattesa – sottolinea Moretuzzo –. Il tema dell’informazione in lingua friulana è stato portato più volte all’attenzione del Consiglio regionale. Anche numerosi Comuni e realtà rappresentative della comunità linguistica friulana hanno assunto iniziative sul tema”.
Il confronto con le altre minoranze
Secondo Moretuzzo, il ritardo risulta ancora più grave se paragonato alla situazione di altre minoranze linguistiche tutelate dalla Rai, rispetto alle quali le ore di trasmissione in friulano restano inferiori. Usigrai sottolinea che rifiutarsi anche solo di valutare la creazione di economie di scala e sinergie con le strutture Rai già presenti in Friuli Venezia Giulia è “francamente incomprensibile”, e porta come esempio la convenzione per i programmi non giornalistici in friulano: partita da 200mila euro nel 2018, ha raggiunto oggi il milione e 200mila euro annui, comprensivi di Iva. Il rischio denunciato è che il silenzio della Rai finisca per avvantaggiare le emittenti private, anch’esse potenziali destinatarie del finanziamento regionale.
L’appello al presidente Fedriga
Moretuzzo chiede alla giunta regionale di chiarire quali iniziative intende assumere e con quali tempi. “Il punto – afferma il capogruppo del Patto – è capire se esista una volontà concreta di utilizzare le risorse per rafforzare il servizio pubblico”. E aggiunge: “Non è sufficiente inviare una lettera ai vertici Rai per chiedere un incontro urgente: dopo mesi di stallo serve un’iniziativa politica più forte, capace di portare il tema al centro del confronto con l’azienda”. La conclusione è un appello diretto al presidente della Regione: “Il presidente Fedriga assuma direttamente la responsabilità politica della vicenda e faccia in modo che, allo stanziamento regionale, seguano finalmente atti concreti per l’informazione Rai in lingua friulana”.
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