Crac FSE, chieste 13 condanne in appello: 12 anni per Fiorillo
Una condanna più alta rispetto a quella formulata dai giudici di primo grado è stata chiesta dalla Procura generale nei confronti di Luigi Fiorillo, ex amministratore unico di Ferrovie del Sud-Est. Nel marzo del 2024 Fiorillo fu condannato a 10 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta e per alcuni episodi di distrazione e dissipazione del patrimonio societario, avvenuti negli anni tra il 2001 e il 2015. Le condotte di Fiorillo, secondo quanto aveva ricostruito la Procura di Bari, portarono al crac da 230 milioni della società. L’ex amministratore unico di Fse era stato anche interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e nei suoi confronti era stata disposta l’inabilitazione di esercitare un’attività di impresa e l’incapacità di esercitare uffici direttivi in qualunque impresa per 10 anni. Nell’udienza di stamattina, dinanzi ai giudici di Appello, il sostituto procuratore generale Francesco Bretone ha chiesto per Fiorillo 12 anni di reclusione, altri 10 per l’avvocato Angelo Schiano ritenuto responsabile della distrazione di 27 milioni di euro dal patrimonio di Fse.
Schiano in primo grado era stato condannato a 4 anni. Una condanna a pene comprese fra i 3 i 6 anni, è stata invece chiesta per altre otto persone, sette delle quali erano state assolte in primo grado. Il processo è stato poi rinviato al 20 ottobre, quando toccherà alle parti civili discutere. Un anno fa i giudici della sezione imprese del tribunale di Bari (presidente Giuseppe Rana) accogliendo la richiesta della società in concordato preventivo e riprendendo quelle condotte che avrebbero di fatto portato al crac da 230 milioni della società, hanno condannato Fiorillo a risarcire Fse per oltre 97 milioni di euro.




