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Edilizia scolastica, 114,5 milioni dall’8 per mille statale: fino a 1 milione per intervento. Priorità a sisma, crolli, amianto e scuole inagibili

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha definito i criteri per l’assegnazione delle risorse derivanti dalla quota dell’otto per mille dell’Irpef a gestione statale, destinate a interventi urgenti sugli edifici scolastici.

Il decreto del 21 agosto 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 21 settembre, mette a disposizione per le annualità 2023 e 2024 complessivamente 114.498.620,84 euro.

Le risorse saranno suddivise in tre quote di pari importo tra Nord, Centro e Isole e Sud.

I finanziamenti serviranno alla realizzazione di interventi urgenti e indifferibili necessari a garantire il diritto allo studio.

L’ordine di priorità previsto dal decreto parte dagli interventi resi necessari da eventi sismici, calamitosi o eccezionali e imprevedibili. Seguono gli interventi locali e quelli di miglioramento o adeguamento sismico.

Priorità anche agli edifici interessati da crolli di solai e controsoffitti, alle scuole dichiarate inagibili dalle autorità competenti e agli interventi di manutenzione straordinaria necessari per prevenire il rischio di sfondellamento.

Tra le opere finanziabili rientrano inoltre la bonifica dell’amianto, con il successivo ripristino delle parti interessate, e gli interventi indispensabili per assicurare il regolare svolgimento dell’attività didattica.

La selezione degli interventi avverrà attraverso uno o più avvisi pubblici. Tra i criteri di priorità saranno considerati la popolazione scolastica coinvolta, l’età dell’edificio, l’assenza di soluzioni alternative per garantire la continuità delle lezioni e l’assenza di altri finanziamenti pubblici destinati alla stessa tipologia di lavori.

Per ciascun intervento potrà essere riconosciuto un contributo massimo di 1 milione di euro.

Sarà la Direzione generale competente del Ministero dell’Istruzione e del Merito a predisporre le procedure selettive per l’assegnazione delle risorse.


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