Merz: «Il mio Governo resta per garantire il futuro democratico della Germania. Nessun dibattito su di me»
Il giorno dopo il voto che ha visto la Cdu sconfitta a Berlino e clamorosamente esclusa dal Parlamento del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Friedrich Merz ha ribadito la linea tracciata a caldo, domenica sera. In conferenza stampa, accompagnato dal candidato a sindaco di Berlino, Stefan Evers, il cancelliere ha riconosciuto la sconfitta, ma ha confermato l’intenzione di restare al proprio posto, alla guida dei conservatori e del Governo. Nonostante le critiche che piovono dal proprio partito.
«Il Governo resterà per garantire il futuro democratico della Germania», ha detto, ringraziando «la Spd per avere deciso di restare nella mia coalizione». E ha provato a cancellare ombre fin troppo evidenti sul suo ruolo nella Cdu: «Non c’è alcun dibattito su di me, il voto va oltre la mia persona».
Agganciati alla Ue
La disfatta nel Meclemburgo è senza precedenti. Mai i cristianodemocratici avevano neppure rischiato di restare fuori da un Parlamento regionale. «È una profonda cesura, un avvenimento drammatico, che avrà un impatto duraturo», ha detto Merz. La Cdu si è fermata al 4,9% e a una manciata di voti dalla soglia di sbarramento. Un secondo trauma, dopo il disastro in Sassonia-Anhalt. L’esclusione diventa così più amara del secondo posto rimediato a Berlino, dove ha vinto la Linke, ma almeno Alternative für Deutschland è stata tenuta in certa misura a distanza.
«Il voto – ha sostenuto Merz – va oltre la mia persona, viviamo un cambiamento profondo del sistema dei partiti in Germania». I consensi per il cancelliere sono però al minimo storico, sotto il 15%. E nei sondaggi nazionali, i conservatori sono fermi al 20%, mentre Afd veleggia al 29%, vince in Meclemburgo con il 38% e chiede nuove elezioni federali.
Proprio in polemica con le politiche sovraniste, anti-Ue e filo-russe di Afd, Merz ha sottolineato che la Germania e la Cdu «devono restare saldamente ancorati all’Unione europea, per resistere alle tempeste del nostro tempo. Da otto decenni siamo un Paese inserito in un’alleanza occidentale». Con Konrad Adenauer, ha aggiunto «ci siamo lasciati alle spalle il nazionalismo. Sarà un compito storico per l’attuale coalizione di Governo, ma soprattutto per il partito che guido, fare in modo che le cose rimangano così».
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