Fabio Maria Damato si racconta a Verissimo: tra ascesa e fine del sodalizio con Chiara Ferragni
Nel pomeriggio di ieri, sabato 19 settembre, lo studio di Verissimo ha accolto un volto ben noto alle cronache nazionali ma profondamente legato alla nostra città: Fabio Maria Damato, l’ex braccio destro e manager di Chiara Ferragni. Classe 1984, barlettano d’origine, Damato è tornato a far parlare di sé in un’intervista a cuore aperto in cui ha ripercorso la sua parabola professionale e personale, dai banchi di scuola nella sua città natale fino ai vertici del fashion system milanese.
Dalle radici barlettane alla Bocconi
Nato e cresciuto a Barletta, Damato ha completato qui il suo percorso scolastico prima di fare le valigie subito dopo il diploma, direzione Milano. Nella capitale meneghina ha intrapreso gli studi in Economia alla Bocconi, affiancandoli a una precoce passione per il giornalismo e la moda. Un percorso, il suo, segnato anche da un lato inedito e inaspettato. In passato, lo stesso manager ha voluto condividere un tratto intimo della sua giovinezza, raccontando di essere stato un ragazzino estremamente timido, spesso frenato da un forte senso di inadeguatezza; un’immagine lontana anni luce dal professionista sicuro e abituato a muoversi con disinvoltura tra grandi palcoscenici ed eventi internazionali.
La scalata nel mondo digitale e il sodalizio con i Ferragnez
La svolta arriva nel 2017, anno in cui decide di archiviare la carriera giornalistica per tuffarsi anima e corpo nel mondo dei social media e del business digitale. È qui che incrocia la sua strada con quella di Chiara Ferragni. Nel giro di pochi anni, Damato diventa il perno operativo e strategico di tutte le attività dell’imprenditrice digitale, guidando marchi come The Blonde Salad e TBS Crew. Un ruolo chiave, celebrato persino nella docuserie The Ferragnez in cui la stessa influencer lo aveva definito senza mezzi termini il suo insostituibile “braccio destro, sinistro, tutto”. Dalle produzioni cinematografiche al Festival di Sanremo del 2023, il manager barlettano è stato l’architetto silenzioso dietro la stratosferica crescita del gruppo.
Il “Pandorogate” e la svolta giudiziaria
Gli anni d’oro si sono tuttavia scontrati con le turbolenze giudiziarie e mediatiche nate tra il 2022 e il 2023 intorno al caso dei pandori Balocco e delle successive inchieste su uova di Pasqua e iniziative benefiche. Una bufera che ha investito in pieno anche Damato. La vicenda ha trovato una svolta nei primi mesi del 2026, quando il Tribunale di Milano ha riqualificato il reato in truffa semplice, escludendo l’aggravante e portando – a seguito degli accordi risarcitori e del ritiro della querela – all’estinzione del procedimento e al proscioglimento sia per la Ferragni che per lo stesso Damato.
L’addio e la nuova fase
Nel bel mezzo delle tempeste mediatiche, nel 2024, si era già consumato l’addio definitivo alle aziende della Ferragni. Dopo un periodo di rigido silenzio e una sola presa di posizione via social per chiarire i contorni della sua uscita dal gruppo, Damato ha scelto il salotto di Silvia Toffanin per raccontare la sua verità. Un’occasione per voltare pagina, riafferrare la propria storia e mostrare al pubblico chi c’è davvero dietro le quinte di uno dei capitoli più discussi della cronaca rosa ed economica degli ultimi anni. E anche Barletta guarda con attenzione e curiosità a un concittadino capace di lasciare un segno nel panorama mediatico italiano.
Source link

