24 appuntamenti di danza, teatro e musica per la 12esima edizione
Dal 23 settembre al 3 ottobre 2026, c’è la 12esima edizione del Flic – Festival Lanciano in Contemporanea, promosso dall’associazione I Cinque Sensi con la direzione di Antonella Scampoli, sostenuto dal Ministero della Cultura, dalla Regione Abruzzo e dal Comune di Lanciano.
Un’edizione che segna un cambiamento rispetto al passato e invece di snodarsi su più mesi concentra il programma in 11 giornate consecutive, per invitare il pubblico a una vera e propria immersione nella danza, nella musica e nel teatro attraversando spazi fisici della città e luoghi metaforici: le tensioni e le contraddizioni del presente, la complessità delle relazioni, la fragilità e la forza delle comunità.
In continuità con la visione artistica che delinea il triennio 2025-2027, la 12esima edizione del Flic prosegue il percorso tematico Confini, Conflitti, Incontri proponendo lavori che esplorano la potenza del corpo come spazio sensibile, strumento politico, catalizzatore di trasformazione.
Il senso profondo di Flic ben si esprime nelle parole di Antonella Scampoli: “Da ragazzina sognavo di invecchiare in un mondo migliore. Oggi, invece, mi ritrovo ad attraversare un tempo segnato da fratture profonde – afferma -. I conflitti attraversano i territori ma anche le coscienze, alimentando un senso diffuso di smarrimento e rendendo sempre più difficile l’ascolto dell’altro. Se il Festival continua a esistere è perché crediamo che l’arte possa ancora aiutarci a immaginare modi diversi di stare insieme, lasciando che siano le domande ad accompagnarci verso il futuro”.
I luoghi
Flic Festival attraversa come sempre l’intero tessuto urbano: abita luoghi culturali come il teatro Fenaroli, la sala Mazzini, il foyer Alfredo Cohen e la sala Benito Lanci e percorre spazi pubblici come piazza Plebiscito, viale delle Rose e corso Trento e Trieste per arrivare in luoghi inattesi come il ristorante La Torre e la cattedrale della Madonna del Ponte, trasformati per l’occasione in spazi performativi temporanei. Ne emerge una mappa di luoghi eterogenei, in cui il contesto è parte dell’esperienza stessa.
Il programma
Il cartellone dell’edizione 2026 propone 24 appuntamenti, di cui 9 a ingresso gratuito, snodandosi tra 17 spettacoli di danza, 4 di teatro e 2 di musica, con 4 prime nazionali e 17 prime regionali, cui si aggiungono 5 laboratori rivolti sia alle scuole di danza sia alla cittadinanza, oltre a un incontro pubblico di presentazione pensato per accompagnare il pubblico alla scoperta del programma.
È come sempre la programmazione di danza a occupare il nucleo principale del cartellone di Flic 2026, che apre il 23 settembre con tre appuntamenti gratuiti tra viale delle Rose, corso Trento e Trieste e piazza del Plebiscito, all’interno della Vetrina FLIC*30 – Spazio ai Giovani!: Ovis Aries di Marco Tè, una danza rituale che indaga il confine tra accudire, uccidere e ricordare; Sweet Mumble di Beatrice Ieni, un lavoro sull’assenza e sulla relazione, e Supermarket di Giulio Macrì, una storia d’amore grottesca tra scaffali e paure contemporanee.
È nuovamente lo spazio urbano ad accogliere il 25 settembre Silvia Gribaudi, pluripremiata coreografa (Premio Danza&Danza 2019 come miglior produzione italiana con Graces, Premio Hystrio Corpo a Corpo 2021), con il laboratorio/spettacolo #Oggi è il mio giorno, che invita comunità locale e pubblico alla partecipazione. Il giorno dopo la stessa artista sarà in scena al teatro Fenaroli in Suspended Chorus, in cui nuovamente spettatori e spettatrici sono chiamati a diventare ‘coro’ dell’azione scenica in una relazione continua tra performer e pubblico. Lo spettacolo è preceduto alle 19 in piazza Plebiscito da musicALL della compagnia Lost Movement, viaggio nella memoria di cinque film musicali che hanno segnato un decennio: Saturday Night Fever (1977), Fame (1980), Flashdance (1983), Footloose (1984) e Dirty Dancing (1987).
Domenica 27 settembre, piazza Plebiscito ospita nuovamente l’apertura della serata con Forma Rerum – La Forma delle Cose di Adarte, sulla fragilità delle relazioni umane e sulla bellezza al di là degli stereotipi. La serata prosegue al teatro Fenaroli con un trittico contemporaneo: Arb Dance Company apre il programma con Scintilla tra le Ombre di Fernando Suels Mendoza, danzatore storico del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, che mette in scena un combattimento interiore, prima che d’armi, di un solitario guerriero; Addó Sta P? di Abbattista/Consalvo per i giovani danzatori del Centro ArteMente di Milano ci invita in un viaggio nella Puglia di oggi, dove i riti antichi, le tradizioni popolari e la memoria collettiva si confrontano con le trasformazioni attuali; si chiude con I Have Seen That Face Before di Giovanni Insaudo per il Centro Nazionale di Produzione della Danza Dancehauspiù di Milano, che esplora il delicato istante tra la fine di una performance e il ritorno dei danzatori sul palco per gli applausi.
È un trittico sul tema delle relazioni ad animare la giornata del 1° ottobre: si inizia in piazza Plebiscito con Stormi, pratica di movimento basata sulla costruzione di armonie collettive ideata da Agostino Riola/compagnia Sonenalé, ispirandosi agli studi del premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi sul volo degli uccelli. La sala Mazzini ospita invece il duo SOS, esercizi di sostentamento reciproco delle giovani autrici Sara Gaboardi e Francesca Pagnini e Affinità di Ricky Bonavita/Compagnia Excursus, passo a due maschile giocato sull’instabile equilibrio tra corpi, costruito sulla tensione che lega e divide in un continuo gioco di spinte e resistenze.
Venerdì 2 ottobre, si torna in corso Trento e Trieste con Sustraiak di BorderlineDanza che esplora la forza istintiva e vitale della natura e il suo riemergere nel contesto arido contemporaneo.
Il giorno dopo, la cattedrale della Madonna del Ponte è cornice ideale di Sacro#Passione di Monica Casadei per la sua compagnia Artemis Danza, preghiera collettiva che attraversa i paesaggi emotivi della fede: speranza, pietà, dolore ed elevazione. La serata e il festival si chiudono al Teatro Fenaroli con due lavori che interrogano il corpo come luogo politico ed esistenziale: Lay Bare di Esenco Dance Movement / Res Extensa scava in profondità per comprendere quali siano le ferite più dolorose e immaginare insieme un percorso di rinascita; Walking on the Wild Side di Emma Cianchi / ArtGarageDanceCo è invece un rito silenzioso in cui il movimento diventa atto politico e umano e interroga su cosa resta quando tutti gli altri hanno già ceduto.
Per la sezione Teatro, Flic 2026 presenta una selezione di lavori che interrogano lo spazio scenico come luogo di sperimentazione e sguardo sul presente. Si inizia il 25 settembre con Saga Salsa di Qui e Ora Residenza Teatrale, originale spettacolo + cena in scena al ristorante La Torre in cui il pubblico partecipa all’azione mentre mangia, in un’esperienza che dissolve i confini tra scena e vita quotidiana.
Il 26 settembre Bandiera di CapoTrave esplora invece le tensioni identitarie e collettive tra capitalismo, economia, disuguaglianze sociali in una narrazione corale tra il quotidiano e il grottesco che vede impegnati nel cast Antonella Attili (Nuovo Cinema Paradiso, Stanno tutti bene, L’uomo delle stelle, Romanzo criminale, Il Paradiso delle Signore, Propaganda Live), Giancarlo Commare (Skam-Italia, ll Paradiso delle Signore, Maschile singolare, Maschile plurale) e Ania Rizzi Bogdan.
Con Il Ritorno del Piccolo Principe (1 ottobre, teatro Fenaroli) la Compagnia Corrado d’Elia rilegge il classico di Saint-Exupéry e ne interroga il senso nel nostro presente. Chiude questa sezione il 2 ottobre A (S)ragionar di Guerra di Jacopo Maria Bicocchi e Mattia Fabris di ATIR, un chiaro atto di dissenso contro la guerra che interroga il presente attraverso il teatro civile.
La musica propone il concerto Karima Canta Autori (24 settembre, teatro Fenaroli) in cui la cantante jazz Karima torna alle proprie radici rendendo omaggio ai grandi cantautori che hanno lasciato il segno nella musica italiana; il 25 settembre alla sala Mazzini è invece la volta del cantautore lancianese Luigi Friotto che nel suo concerto Dedalo intreccia scrittura musicale e dimensione narrativa in un vero e proprio labirinto di emozioni.
I laboratori
Durante Flic 2026 prenderanno vita cinque appuntamenti che invitano il pubblico a entrare in contatto con linguaggi e pratiche della danza contemporanea, attraverso esperienze pensate per persone con percorsi e livelli di esperienza differenti. Tutti i laboratori sono gratuiti.
Tre appuntamenti sono aperti alla cittadinanza e non richiedono alcuna esperienza pregressa nella danza: #Oggi è il Mio Giorno, a cura di Silvia Gribaudi (25 settembre, ore 18.30-19) è un’azione performativa collettiva in cui la danza nasce dall’incontro tra le persone e la comunità diventa parte dell’azione artistica. musicALL, a cura della Compagnia Lost Movement (25 settembre, ore 15-18) prende ispirazione da due film che hanno segnato l’immaginario di intere generazioni, Footloose e Saturday Night Fever, conducendo i partecipanti verso un’esperienza scenica condivisa, fino al loro possibile incontro con la performance il 26 settembre. Totale noi, a cura di Giovanni Careccia, Sara Gaboardi e Francesca Pagnini (2 ottobre, ore 16-18) è invece un progetto di Lost Movement e del Centro ArteMente che vuole avvicinare persone e pubblici diversi alla danza contemporanea come strumento di relazione e benessere e invitando a scoprire il corpo come strumento di ascolto, confronto e relazione.
Due laboratori sono pensati per le scuole di danza del territorio: Stormi, a cura di Agostino Riola / Compagnia Sonenalé (28, 29 e 30 settembre, ore 16:00-20:00) prende spunto dal saggio In un volo di storni del premio Nobel Giorgio Parisi e indaga come i principi che regolano il movimento degli stormi possano essere tradotti nel movimento degli esseri umani.
Il workshop a cura di Emma Cianchi / ArtGarageDanceCo (3 ottobre, ore 15-17) è invece un’occasione per entrare nel linguaggio coreografico di Emma Cianchi e nella ricerca della sua compagnia.

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