Marche

Vedremo mai il raddoppio della Statale 16? L’Anas ammette: «Complicato stimare la fine»


ANCONA Prima era novembre 2024, poi fine 2025, dopo ancora il 2030. Adesso, a scanso di equivoci, una data sulla fine del cantiere non c’è proprio più. Il raddoppio della Statale 16 tra Falconara e Torrette entra nel sesto anno di cantiere senza che Anas sia in grado di dire quando sarà completato. Ieri, durante il sopralluogo all’Ultimo Miglio, la società ha messo nero su bianco quello che il calendario racconta già da tempo: «il ritardo è importante», ha ammesso il responsabile regionale Anas e sub commissario straordinario di Governo Andrea Primicerio. E finché non sarà definita la variante «e non si saprà quando il cantiere potrà ripartire a pieno regime, stimare la fine resta complicato», ha concluso. Fine che sarebbe dovuta arrivare quasi due anni fa. Nel frattempo Ancona resta col cerino in mano, tra code e ingorghi che continuano a pesare sulla viabilità.

Il paradosso

Di date all’inizio ce n’erano eccome. Partenza nel luglio 2021, circa tre anni per raddoppiare i 7,3 chilometri tra Falconara e Torrette. Poi lo stop maturato a fine 2024 per il braccio di ferro tecnico ed economico tra Anas e Inc Spa. Da allora il cronoprogramma ha perso prima affidabilità e, almeno per il momento, pure la data finale. Qualcosa nel frattempo è ripartito. Ma con prudenza, molta prudenza. «Il cantiere sta marciando a ritmo ridotto perché ci sono problematiche di natura tecnica e problematiche di natura economico-finanziaria con l’appaltatore», spiega Primicerio. L’impresa continua a lavorare, precisa, ma «con produzioni che non sono omogenee».

La variante

A tenere in ostaggio il calendario è soprattutto la nuova perizia di variante. Anas ha concluso l’attività ricognitiva e predisposto una proposta definita da Primicerio «importante sia come contenuti tecnici sia come importo», ora sottoposta alla verifica del Collegio consultivo tecnico. Dentro sono confluite le criticità che accompagnano il progetto da tempo: lavorazioni aggiuntive, problemi legati soprattutto alle nuove gallerie e adeguamenti normativi sopraggiunti nel frattempo (ieri Primicerio ha citato anche la revisione delle barriere di sicurezza: «sia centrali, lo spartitraffico, che laterali»). Sullo sfondo resta la partita economica che aveva visto l’impresa chiedere circa 50 milioni aggiuntivi, Anas fermarsi a 23 e il Cct arrivare nei mesi scorsi a una valutazione attorno ai 29 milioni. Il conto definitivo, però, è ancora da scrivere. «Dipenderà tutto dall’esito della verifica del Cct», chiarisce Primicerio. Poi bisognerà tornare negli uffici Anas e infine «ridisegnare alcune opere e sottoscrivere di nuovo il contratto tramite un atto di sottomissione con l’impresa». Dopo, forse, tornerà anche il calendario.

Il pressing

La Regione intanto prova a spingere. «Abbiamo chiesto e stiamo chiedendo ad Anas un’accelerazione», scandisce l’assessore alle Infrastrutture Francesco Baldelli. Che qualche movimento lo vede: «Alcuni lavori sono ripresi». Ma quando si passa dalle ruspe alle percentuali, l’entusiasmo si raffredda: «Secondo il nostro monitoraggio siamo rimasti alle percentuali che avevamo qualche mese fa». Circa il 30%, quindi. Baldelli sostiene che «l’effetto di pressione del territorio su Anas nazionale sta funzionando». Primicerio, dal canto suo, assicura invece che «cominciamo a vedere la luce» e che l’obiettivo è riattivare «in tempi ormai brevi» i lavori a pieno regime. Bene. Resta solo da capire quanto siano brevi questi tempi: perché dopo cinque anni, due scadenze bruciate e un’opera ancora ferma attorno al 30%, sulla Statale 16 manca ormai perfino l’essenziale: sapere quando finirà.




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