Calabria

Catanzaro, medici nel mirino della Procura per le attività nelle cliniche private I NOMI

La Procura di Catanzaro torna ad accendere i riflettori sulle attività professionali dei medici in servizio presso le strutture pubbliche. L’inchiesta condotta dalla sostituta procuratrice Francesca Delcogliano ipotizza il reato di truffa a carico di dieci medici. Secondo l’accusa pur avendo contratti di esclusività con l’Asp e l’azienda “Renato Dulbecco” avrebbero svolto attività professionale in cliniche private facendo poi risultare le visite ad altri colleghi o facendole passare come semplici consulenze. In questo modo avrebbero ottenuto guadagni illeciti, con pari danno alle casse del sistema sanitario, per un totale di circa 175mila euro. In particolare Raffaele Giuseppe Maria Antonio Mancini, dirigente medico dell’Asp di Catanzaro, avrebbe omesso di comunicare all’amministrazione di appartenenza di prestare la propria attività professionale in una struttura privata. Con lui sono indagati tre medici operanti nella clinica, Ercole Antonio Mercuri, Maria Francesca Ferrari e Alessandra Mastroianni, avrebbero emesso a nome proprio documenti fiscali, con tanto di fatture e ricevute relative a visite in realtà eseguite personalmente da Mancini, inducendo in errore l’Asp sull’effettivo rispetto del vincolo di esclusività da parte del dirigente. Per l’accusa avrebbe ottenuto per l’indennità di esclusività da gennaio 2022 a dicembre 2025 un importo di 101.750, 94 euro. Raffaele De Chiara dirigente medico della Dulbecco avrebbe svolto prestazioni professionali extramurarie in una società di Catanzaro, effettuando visite formalmente presentate come consulenze, continuando a prendere l’indennità di esclusività non dovuta pari a 28.788,10 euro per circa un anno da gennaio a dicembre 2021.

Ipotesi d’accusa identiche per Eugenio Biamonte, anche lui dirigente medico della Dulbecco, che avrebbe omesso di comunicare all’azienda lo svolgimento di prestazioni sanitarie extra in una struttura privata di Catanzaro assicurandosi da gennario 2020 dicembre 2021 ben 21.138, 35 euro a titolo di indennità per l’esclusività. Anche Riccardo Maschio dirigente medico dell’Asp non avrebbe dichiarato l’attività lavorativa svolta in una clinica privata al di fuori dei casi limite di stretta autorizzazione ricevuta per le sole consulenze tecniche, avrebbe sottoscritto una dichiarazione sostitutiva di un atto notorio mendace, attestando l’assenza di cause di incompatibilità con l’attività svolta nel centro privato, mentre Mercuri e Ferrari medici operanti nel centro clinico avrebbero emesso a proprio nome fatture e ricevute in realtà eseguite da Maschio, inducendo in errore l’Asp e procurando un ingiusto profitto di 11, 857, 73 euro. Cifre minori vengono contestate alle dottoresse Liliana Chiarella, Antonietta Fava e Federica Visconti. Gli indagati avranno venti giorni di tempo per chiedere di essere sentiti dalla pm o depositare memorie difensive per chiarire i fatti oggetto di indagine. Solo dopo la Procura potrà decidere se procedere con la richiesta di rinvio a giudizio o archiviare il caso. Per tutti vale il principio di non colpevolezza.


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