Piemonte

Così il caldo sgretola il Monviso: da tre mesi mai a zero gradi a 3300 metri, lunedì nuovo crollo

Dal 10 giugno al 10 settembre la temperatura alla stazione Arpa sul Monviso, nel Cuneese, a oltre 3.300 metri di quota, non è mai scesa a zero gradi. È partito da questo dato il primo Tavolo Monviso, riunito oggi al grattacielo della Regione Piemonte per condividere le conoscenze sui recenti crolli, individuare misure di prevenzione e valutare nuove modalità di accesso e frequentazione del massiccio.

I crolli sul Monviso non sono un fenomeno nuovo, ma negli ultimi anni si sono fatti più frequenti: da quello di particolare entità del 2019 a quelli del 2023. I due recenti distacchi, del primo settembre sul versante nord-est, e l’ultimo nella notte tra domenica e lunedì scorsi dai Torrioni Sari sul versante sud, confermano secondo la Regione la necessità di considerare l’intero massiccio e valutare l’esposizione dei singoli itinerari. Le dimensioni del secondo evento, probabilmente superiori a quelle del primo, richiedono ulteriori rilievi.

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Arpa indica lo stress termico come probabile fattore dei recenti distacchi e la degradazione del permafrost come possibile concausa, in un ammasso roccioso già fortemente fratturato, e avverte che non si possono escludere nuovi fenomeni. Per il Monviso il lavoro riguarderà ulteriori rilievi e approfondimenti sui crolli, anche mediante drone, con la valutazione dei sentieri più esposti e di possibili accessi alternativi ai rifugi.

Dopo questo primo confronto istituzionale si aprirà una fase di lavoro tecnico con Arpa, università e centri di ricerca, attraverso incontri dedicati nell’ambito dell’Osservatorio sui cambiamenti climatici. L’obiettivo è arrivare all’inizio della prossima primavera a una prima restituzione condivisa delle conoscenze, degli scenari futuri e delle azioni possibili sulle quali proseguire il confronto con i territori.

“Le montagne sono un patrimonio e una risorsa preziosa del nostro Piemonte e devono essere tutelate – dice il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio – Da un lato c’è il tema del cambiamento climatico che va affrontato con serietà e rigore, senza ideologia, attraverso un confronto scientifico sul suo impatto sulle nostre montagne. Dall’altro c’è il tema della fruibilità: le montagne stanno aumentando in modo significativo il proprio potenziale attrattivo, come dimostrano i dati sulla crescita del turismo, e questo ci impone una riflessione su come garantire una frequentazione sempre più ampia, ma al tempo stesso sostenibile e ordinata”.

Le Dolomiti, aggiunge Cirio, “affrontano questo tema da anni, anche attraverso forme di regolamentazione rigorose che ne hanno preservato l’immagine. Dobbiamo avviare anche sulle Alpi piemontesi una riflessione seria e condivisa, capace di coniugare tutela, sicurezza e accessibilità”.

Per l’assessore regionale alla Montagna, Marco Gallo, “il Monviso e’ il punto di partenza di un impegno che riguarda tutte le Alpi piemontesi. Vogliamo dare ai territori strumenti concreti per affrontare questi cambiamenti, ridurre l’esposizione ai rischi e mantenere la montagna accessibile”.


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