tutti assolti, compreso Carriera. In 5 a processo per il presidio non autorizzato del 2021

PESARO Manifestazione no vax non autorizzata sotto casa dell’allora sindaco Matteo Ricci, ieri la sentenza con l’assoluzione di tutti gli imputati rimasti ancora a processo tra cui il ristoratore Umberto Carriera. I fatti risalgono al 28 luglio 2021 e avevano provocato molto rumore mediatico. Si era nella coda della pandemia. Al termine di un corteo, autorizzato, alla Palla di Pomodoro contro il green pass e le restrizioni anti Covid, i manifestanti avevano poi deviato dal tragitto definito radunandosi sotto casa di Ricci, in centro storico.
La ribalta mediatica
Il politico, oggi europarlamentare dem, quella sera era assente, ospite di un programma televisivo. Ed aveva saputo in diretta di quello che stava succedendo davanti al suo portone, di quella folla di decine di persone, che avrebbe usato toni intimidatori e minacciosi, gridando “fuori, fuori”, mentre qualcuno aveva suonato ripetutamente al campanello dell’appartamento. Un assembramento che aveva provocato ansia e timore nella famiglia di Ricci. La procura aveva notificato l’avviso di chiusura indagini per 19 persone tra cui spiccava il nome di Umberto Carriera, tra i leader del movimento Ioapro e ristoratore che si era opposto alle chiusure dei locali dettate dall’emergenza pandemica. Alcune posizioni sono state poi archiviate, qualcuno ha patteggiato 3 mesi e c’è chi ha chiesto lavori socialmente utili. Alla fine sono rimasti in 5 a finire a processo. Per tutti l’accusa era di minacce, violenza privata e manifestazione non autorizzata. Ricci aveva subito presentato denuncia, sollevando anche una polemica politica.
Il caso politico
«Da non credere. Siete degli squadristi, vergogna. La libertà non sapete nemmeno cosa sia. È inammissibile che vengano a manifestare sotto casa del sindaco, violando la libertà personale e della mia famiglia e spaventando i miei figli. La libertà di ognuno di noi finisce dove inizia quella degli altri, ieri sera hanno dimostrato qual è la loro idea di libertà». Nel corso del dibattimento gli imputati e altri testimoni hanno dato le loro versioni, sostenuti dai legali Federico Bertuccioli, Matteo Mattioli, Pia Perricci. Nel frattempo il reato di corteo non autorizzato è stato depenalizzato, relegato a una mera sanzione amministrativa. Ieri il pubblico ministero ha chiesto 2 mesi di condanna per ciascuno dei 5 imputati, ma il giudice li ha assolti tutti per non aver commesso il fatto.
I legali: «Bene il risultato»
L’avvocato Bertuccioli, difensore di Carriera, sottolinea: «Sono sempre stato convinto che non vi fossero elementi per condannare gli imputati. Abbiamo contestato l’impostazione perché non c’erano minacce né la preclusione a uscire di casa. Siamo contenti del risultato, in un procedimento così esposto mediaticamente, anche come scontro politico». Il giudice ha trasmesso gli atti al prefetto per valutare eventuali sanzioni amministrative per il corteo non autorizzato, ma dopo 5 anni l’episodio potrebbe essere ormai prescritto.




