Nozze combinate nell’Agrigentino: il sindaco di Montevago blocca tutto alla vigilia
Era tutto pronto per il matrimonio, ma il sindaco blocca tutto alla vigilia delle nozze. È una storia che viene alla luce adesso, ma i fatti risalgono al 10 agosto, quando a Montevago, nell’Agrigentino, il sindaco Margherita La Rocca Ruvolo ha disposto il differimento della celebrazione fissata per l’11 agosto tra una 29enne del paese e un tunisino irregolare sul territorio italiano.
A far scattare l’intervento della prima cittadina è stata una segnalazione seria e non anonima nella quale si prospettava l’ipotesi di un possibile matrimonio combinato e si sosteneva che il padre della giovane avrebbe ricevuto 8 mila euro dal futuro sposo per consentire il matrimonio con la figlia.
«Ho ricevuto una segnalazione seria e non potevo voltarmi dall’altra parte – dice la sindaca – ho subito parlato con il prefetto perché la ragazza presenta delle fragilità ed è una persona conosciuta dai servizi sociali. Non so realmente cosa ci sia dietro questa vicenda, ma era mio dovere segnalarla e adottare un provvedimento di cautela». Rosario Gambino respinge con decisione le accuse.
«Mia figlia è innamorata – sostiene – è stata lei a dirmi che voleva sposarsi con Mohamed. Non c’è stato nessun matrimonio combinato e io non ho ricevuto soldi». Il padre racconta inoltre che, dopo il matrimonio civile a Montevago, i due avrebbero dovuto festeggiare all’interno di una moschea di Palermo, dove la figlia si sarebbe convertita nella stessa giornata all’Islam.
«Sarebbe stata una sua libera scelta», sostiene Gambino, che racconta di avere già organizzato tutto per le nozze, compresa la festa a Palermo.
Il futuro sposo, Mohamed Amine Hamzaoui, 26 anni, risulta irregolarmente soggiornante in Italia.
Dalla nota della Prefettura di Agrigento richiamata nel provvedimento emerge inoltre che è destinatario di un provvedimento di respingimento emesso dalla Questura di Trapani e di un ulteriore provvedimento di espulsione.
La Procura di Sciacca ha aperto un’inchiesta e il giovane è sottoposto all’obbligo di firma tre volte alla settimana presso la caserma locale. Il matrimonio resta al momento differito a data da destinarsi.
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