Trentino Alto Adige/Suedtirol

Commercio di vicinato, chiuse 213 imprese in sei anni


BOLZANO. Il commercio di prossimità continua a rappresentare un presidio fondamentale nei paesi dell’Alto Adige, ma negli ultimi anni ha perso terreno. Secondo un’elaborazione di Confesercenti su dati camerali, tra il 2019 e il 2025 le imprese registrate nel commercio al dettaglio sono scese da 3.673 a 3.460, con 213 attività in meno (-5,8%). Nel capoluogo la flessione raggiunge il 7,3%, passando da 917 a 850 imprese.

La rete resta comunque capillare. Secondo l’Ire della Camera di commercio di Bolzano, nel 2024 erano presenti 4.580 punti vendita al dettaglio e l’approvvigionamento locale risultava garantito in quasi tutti i comuni. Un ruolo importante è giocato anche dai visitatori: per circa un’impresa su tre il turismo genera oltre il 40% del fatturato. Ma sul futuro pesa soprattutto il ricambio generazionale: quasi un’attività su cinque rischia di non avere un successore.

Anche il digitale rappresenta una sfida. Quasi il 70% dei commercianti utilizza i social e oltre il 60% dispone di un sito internet, ma appena un’attività su cinque vende online. Nei piccoli centri, però, il valore di un esercizio commerciale va ben oltre il fatturato: la chiusura di un negozio significa perdere un servizio per anziani e famiglie e spesso anche un luogo di incontro della comunità.

Per sostenere questa rete la Provincia di Bolzano ha prorogato fino al 2028 gli interventi straordinari per i servizi di vicinato nelle zone rurali. Il limite di fatturato per accedere agli incentivi è stato innalzato a 600 mila euro, mentre i contributi possono arrivare a 20 mila euro per nuove aperture e successioni e a 16 mila per il mantenimento delle attività. L’obiettivo è evitare che soprattutto nelle frazioni e nelle località periferiche continuino ad abbassarsi serrande difficili da rialzare.


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