Calabria

Beni demaniali in Calabria, vuoto a perdere: il “tesoro” che nessuno vuole

Centinaia di beni immobili in Calabria in disuso e a carico dello Stato: è fotografia sconfortante di un patrimonio pubblico che nessuno vuole e che sembra cadere nel totale dimenticatoio. L’Agenzia del Demanio sta tentando di vendere questi immobili, da un lato per per rimpinguare le casse pubbliche e dall’altro per dare nuova vita a beni. La strada, però, è molto in salita perché si tratta di immobili che spesso si presentano non confacenti a interessi di privati, hanno bisogno di interventi costosi o sono ruderi da ristrutturare rispetto ai quali l’interesse al momento è pari quasi a zero. Per non parlare dei terreni, davvero poco appetibili.
Frutto di devoluzioni o eredità giacenti ormai da anni, il patrimonio non produce alcunché. E spesso si trova in cattive condizioni. Ecco il motivo principale per il quale le gare vanno deserte. Nella prima asta di 12 lotti nessuna adesione.
A novembre scorso era partita la procedura per vendere 31 lotti: nella provincia di Catanzaro figura nell’elenco Squillace; per il Vibonese ci sono Serra San Bruno e Rombiolo; nel Reggino la città dello Stretto è accompagnata anche da Mammola, Oppido Mamertina, Casignana, Laganadi, Sant’Alessio in Aspromonte e Motta San Giovanni; nel nel Cosentino troviamo Mormanno, Roggiano Gravina, San Fili, Santa Domenica Talao, Corigliano-Rossano, Rende, Terranova da Sibari, Mangone e Laino Borgo.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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