Lazio

Strada facendo… tra i quartieri Alessandrino e Tor Tre Teste e i loro parchi

Intervenire subito per arrestare un disastro incombente per la pista di atletica 

Incomincio il mio resoconto dalla fine della mia camminata del 12 settembre 2026, a causa della gravità di ciò che sta accadendo nel disinteresse di fatto finora dimostrato dal Comune di Roma e del suo assessore allo Sport e che invece dovrebbe indurre ad un intervento immediato per la pista di atletica dell’impianto Antonio Nori a Tor Tre Teste per arrestare il disastro incombente!,

C’è infatti, dopo le crepe, si è creato un avvallamento della pista e si è aperta una voragine, dopo il grosso temporale che si è abbattuto nei giorni scorsi su Roma. E l’acqua delle prossime piogge autunnali può sconquassarla del tutto: Non c’è tempo da perdere. Oltretutto in prossimità della grande buca, che ha messo a nudo cavi di elettricità e tubazioni fognarie, c’è anche un palo gigantesco di un faro dell’illuminazione che potrebbe malauguratamente cadere.

Dopo la mia camminata ho inviato le foto che avevo fatto sulla voragine  all’assessore capitolino allo Sport Onorato, al presidente del V municipio Caliste e l’assessore municipale allo sport Ricci e qui le ripropongo.

Il percorso ciclopedonale

Alle 6,45 sono partito da Ponte Mammolo, con il bus 451 sono giunto fino a via dei Pioppi e poi, sull’altro lato della Togliatti in via degli Olmi (quartiere Alessandrino) mi sono recato a piedi fino al parco di via Bonafede

Mi sono inoltrato lungo il percorso ciclopedonale di via degli Olmi fotografandone lo stato attuale che deve essere ancora completato.

Ho fotografato un senza fissa dimora alloggiato sotto gli archi dell’acquedotto. Mi sono indignato per l’occultamento con edere diffuse della Torre Alessandrina e, ancora di più, su quel cartellone arrugginito (risalente a più di un quarto di secolo) che non viene rimosso da quel dì, e minaccia multe da 5 milioni di lire, ovviamente mai riscosse, come pure non vengono riscosse in euro quelle attuali a causa della mancanza assoluta di controlli e di sanzioni.

La ciclopedonale ha un percorso non ben definito specialmente nel tratto oltre viale Alessandrino verso il parco.

Incontro con l’Assessore alle Periferie

Strada degli Olmi facendo ho incontrato all’angolo con via Luca Ghini addirittura l’assessore capitolino alle Periferie Pino Battaglia con il quale abbiamo battagliato, molti anni fa, per il completamento del Parco Alessandrino-Tor Tre Teste, per la realizzazione dell’impianto di atletica e Rugby Antonio Nori, la cui pista ha bisogno urgente di essere ristrutturata, specialmente dopo il grosso temporale che ha provocato una voragine che rischia di far franare la pista nel punto dove era già seriamente ammalorata.

Stamattina ho evitato di parlarne con Pino che stava facendo la sua corsetta nel suo parco e dintorni, rispettando la sua privacy. Era in veste di podista (a suo tempo è stato un apprezzato componente della mia gloriosa Atletica del Parco). Perciò ci siamo salutati brevemente anche perché non ho voluto interrompere un raro momento di svago dai suoi numerosi impegni (oltre alle Periferie, , all’attuazione dei Progetti, PUI, PINQUA, CAPUT MUNDI, QUARTICCIOLO, ai PRU e alle Città dei 15 Minuti, ai Servizi anagrafici ed elettorali ed al Decentramento Amministrativo).

Nel parco Bonafede

Era un po’ di tempo che non visitavo il Parco Bonafede. L’ho percorso e fotografato in lungo e in largo e l’ho trovato in migliori condizioni di quello che mi sarei aspettato, con l’erba rasata e pulito. Si vede che qui c’è la mano dell’associazione che lo ha adottato e il cui buon operato è stato a suo tempo “violentato” con una forestazione intensiva e non richiesta dai cittadini.

Ora bisognerà attendere per verificare l’attecchimento delle numerose pianticelle della forestazione in varie zone del parco.

Quello che non può attendere è la cura dei viali e vialetti che versano, soprattuto questi ultimi, in pessime condizioni e qui si vede la tradizionale incuria del Comune di Roma.

Ho sostato davanti all’antico mandorlo resiliente, complimentandomi per la sua resistenza.

Dalle foto emerge comunque la cura dell’Associazione Amici Parco Bonafede in collaborazione, supponiamo, con il servizio giardini.

Nel parco Palatucci Tor Tre Teste

Uscendo dall’ingresso del Parco Bonafede di via Petri mi sono diretto verso il Parco di Tor Tre Teste lato via delle Nespole godendo dell’ampia visuale che da qui spazia dai monti Prenestini, ai Tiburtini e ai più lontani Monti Lucretili e sul lato sinistro sugli archi dell’Acquedotto Alessandrino.

E mi sono chiesto perché questo panorama non venga adeguatamente valorizzato e fatto godere ai visitatori con panchine collocate nella collinetta della Pinetina che domina via di Tor Tre Teste e più in là il parco della Mistica e più oltre,

Costeggiando il parco sul lato di via Tovaglieri ho constatato con rabbia lo stato penoso e pericoloso dei viali che costeggiano il cosiddetto laghetto, bello a vedersi nonostante il suo decadimento rispetto allo splendore di quando, una ventina di anni fa, serviva da sfondo per i book matrimoniali.

Superata l’ex casetta di Nico abbandonata al degrado (e che potrebbe essere una piccola casa del Parco plurifunzione (bagni e punto informativo e di ristoro)… sorpresa! Il fiumicello proveniente dal nasone non c’è più.

La fontanella è stata chiusa del tutto e si spera che l’Acea ripari il guasto e ne ripristini la funzione

Campioni del mondo!

E infine sulla pista di atletica, non lontano dalla voragine, ho riabbracciato l’amico Maurizio Bazzoffi (primo a sinistra nella foto con signore e bambini) e la sua signora che si chiama come mia moglie, ma che io e Maurizio abbiamo imparato a nostre spese a non nominarle prima di una gara di atletica perché superstiziosamente il nominarle era foriero di piogge e temporali.

Posso testimoniare che averle chiamate per nome ci fruttò una Maratona da Campione a Como con nevischio nei primi 10 km e pioggia battente per circa 4 ore.

Con Maurizio abbiamo ricordato il suo esordio in una maratona ecologica con forti dislivelli di circa 1500 metri a Campolongo. E fu proprio in cima alla montagna più alta che vidi Maurizio(timoroso di farcela) urlare di gioia: campioni del mondo! Campioni del mondo! Io per un istante pensai che fosse impazzito. Poi ci ridemmo su, e continuiamo a farlo tuttora.

Stavo per dimenticare l’amico Angelo Calabrese appassionato come pochi del nostro parco e fotografo di livello di albe nel Parco.

La targa nel viale Achille Serrao

Ho proseguito la mia camminata, fotografando la targa del viale dedicato ad Achille Serrao (https://poetidelparco.it/per-conoscere-achille-serrao/) e dopo essere tornato a Ponte Mammolo con il 451 ho attraversato il complesso cooperativo di via Pescosolido.

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