La destra occupa tutto l’occupabile: stavolta tocca al parco nazionale del Gran Paradiso
Continua imperterrita l’occupazione di posti di potere (o similari) da parte di questa inguardabile destra. Si parla tanto di Rai in questi giorni, ma vi sono anche altre caselle che vengono occupate e che preoccupano forse di più, per lo meno preoccupano chi ha a cuore le sorti dell’ambiente, da cui (piccolo particolare) dipendiamo per vivere.
Già ebbi modo di occuparmi della nomina in Piemonte di un cacciatore alla Presidenza del Parco del Po. Ma ecco un’altra succulenta, recente novità che riguarda un parco nazionale, quello del Gran Paradiso. Orbene, la più antica area protetta italiana è gestita da un Consiglio Direttivo costituito da otto membri, che affiancano il Presidente di nomina ministeriale. Di questi otto componenti due rappresentano i Ministeri dell’Ambiente e dell’Agricoltura, due le Regioni coinvolte (Piemonte e Valle d’Aosta), due gli Enti Locali, uno l’Ispra (l’Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale, organo scientifico ministeriale) e infine uno le associazioni ambientaliste (Associazioni di protezione ambientale) riconosciute ex articolo 13 della Legge 8 luglio 1986, n. 349.
E qui casca l’asino. Infatti, le associazioni “storiche” (in sede di rinnovo delle cariche) avevano collegialmente indicato addirittura due nominativi di assoluta garanzia: Toni Farina, consigliere uscente, ex funzionario della Regione Piemonte proprio nel settore delle aree protette, scrittore; e Benedetta Gardino, guida escursionistica canavesana. Ma con un ritardo che non può che insospettire (probabilmente la spartizione delle poltrone ha richiesto più tempo del previsto), ecco che il Ministero nomina tal Giulia Zaccaro, un carneade di manzoniana memoria, ossia una persona del tutto sconosciuta al mondo ambientalista. Almeno a quello di maggiore rappresentanza.
Non è facile reperire informazioni su Zaccaro, dal momento che nel sito dell’Ente Parco non compare alcuna informazione sui consiglieri, come invece, per ovvi motivi di trasparenza e correttezza istituzionale, dovrebbe essere. Tutto quello che si riesce a sapere dal curriculum disponibile sul sito del Comune di Torino è che si tratta di una 28enne dotata di laurea triennale in scienze biologiche e che attualmente ricopre l’incarico di Coordinatrice della Commissione Ambiente di una Circoscrizione di Torino.
Essa è politicamente e ovviamente schierata con la destra: dapprima in un gruppo civico e ultimamente con la Lega. Non si sa a quale associazione ambientalista appartenga. È molto attiva su Instagram, questo sì.
Ora, il posto di consigliere rappresentante delle associazioni ambientaliste conta già poco perché nel Consiglio Direttivo del Parco la maggioranza è rappresentata dalle emanazioni dei Ministeri, delle due Regioni e dei Comuni dell’area protetta, a cui dell’ambiente spesso importa poco o nulla (ma è la democrazia, bellezza!). Eppure ecco la destra che va ad occupare quell’unico minuscolo posto che dovrebbe essere appannaggio di chi le sorti dell’ambiente ha a cuore, e ha una preparazione specifica nel campo. Del resto, se pensiamo che lo stesso Parco è favorevole a liberare il Comune di Valsavarenche dai lacci e lacciuoli che purtroppo deve subire per tutelare l’ambiente di noi tutti, tutto torna.
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