Giuseppe Cinesi rileva il Villa Picena, contratto d’affitto di 2 anni. Ha ospitato i ritiri dell’Ascoli e accolto la Juventus
ASCOLI Per anni è stato uno degli alberghi di riferimento, capace di ospitare i ritiri dell’Ascoli Calcio, accogliere squadre blasonate e fare da cornice a matrimoni, cerimonie e importanti appuntamenti. Ora per Villa Picena di Colli del Tronto si apre una nuova pagina, dopo una fase di difficoltà culminata nel ricorso al concordato semplificato.
L’albergo
Lo storico complesso ricettivo, che dispone di 42 camere, comprese le suite, e di quattro sale meeting, ha dovuto fare i conti con un drastico calo delle prenotazioni nel periodo successivo alla pandemia. Il Covid ha lasciato il segno anche sul settore alberghiero e Villa Picena non è riuscita a recuperare i livelli di attività del passato. A pesare, inoltre, è stata la crescente concorrenza nel comparto (B&b), con strutture che hanno progressivamente conquistato quote di mercato. Un declino che ha finito per interrompere una storia fatta anche di ospiti illustri e di episodi rimasti nella memoria. Tra questi, la permanenza della Juventus in occasione dell’ultima partita disputata al Del Duca. Era stato Luciano Moggi, all’epoca dirigente della società bianconera, a prenotare l’intero albergo per la squadra. Una vicenda che racconta bene il ruolo che Villa Picena aveva raggiunto nel panorama dell’accoglienza del territorio. Per il titolare Filippo Olivieri, alla fine, non è rimasta altra strada che rivolgersi al tribunale e avviare una procedura concorsuale. Il tribunale ha concesso il concordato semplificato, uno strumento previsto dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
Il concordato semplificato
Ma di cosa si tratta esattamente? Il concordato semplificato è una procedura di natura liquidatoria che consente all’imprenditore in crisi di procedere alla liquidazione dei beni aziendali attraverso un percorso più rapido rispetto alla liquidazione giudiziale, quella che un tempo veniva comunemente definita fallimento. Una delle caratteristiche principali è che non è necessario il voto dei creditori: la procedura può dunque consentire di affrontare la situazione di insolvenza senza passare da un accordo preventivo con loro, sotto il controllo del tribunale. Ed è proprio nell’ambito di questa procedura che potrebbe concretizzarsi il rilancio di Villa Picena. A farsi avanti è stato lo scaltro imprenditore venarottese Giuseppe Cinesi, già titolare di una struttura ricettiva a Grottammare. Cinesi ha sottoscritto un contratto di affitto della struttura della durata di due anni, assumendone così la gestione e puntando a traghettare l’albergo verso una nuova fase. L’obiettivo, secondo il progetto, è arrivare entro l’anno all’assegnazione definitiva del complesso da parte del tribunale. Una prospettiva che potrebbe restituire stabilità a una struttura che rappresenta ormai un pezzo della storia dell’ospitalità della vallata del Tronto.
Le origini
Villa Picena nasce infatti all’interno di un’antica dimora signorile risalente al 1860. La sua posizione, a poca distanza dalla Salaria, ne ha fatto negli anni un punto strategico per chi raggiunge il Piceno: abbastanza vicina ad Ascoli, non lontana dalla costa, immersa nei paesaggi collinari piceni. Il complesso conserva il fascino della residenza storica, con un ampio giardino che contribuisce a caratterizzarne l’immagine, ma è stato concepito per offrire anche servizi destinati alla clientela business e agli eventi. Ora, dopo la brusca frenata seguita alla pandemia e l’avvio della procedura concorsuale, Villa Picena si trova davanti a un bivio. Da una parte c’è una stagione difficile che ha costretto l’attuale proprietà a portare i libri in tribunale; dall’altra la possibilità di un nuovo inizio affidato a un imprenditore che conosce il settore ricettivo.




