Aggressione a equipaggio del 118, coinvolta una minorenne ubriaca

Un equipaggio del 118 di Udine è stato aggredito oggi, domenica 13 settembre, durante un intervento al centro commerciale Città Fiera di Martignacco. A denunciare l’accaduto è la Uil Fp Friuli Venezia Giulia, che esprime solidarietà ai soccorritori coinvolti e chiede misure concrete per la loro protezione. Secondo quanto ricostruito dal sindacato, l’equipaggio era stato chiamato per soccorrere una ragazza minorenne in palese stato di alterazione. Le aggressioni si sono verificate in due momenti distinti: prima durante le operazioni per accompagnare la giovane verso l’ambulanza, poi nuovamente all’interno del mezzo di soccorso, in modo ancora più violento.
Il bilancio delle lesioni
Due autisti soccorritori, entrambi iscritti alla Uil Fp, hanno riportato lesioni con una prognosi di sette giorni. Uno dei due è stato morso e dovrà sottoporsi agli accertamenti previsti per verificare una possibile esposizione a rischio biologico. L’infermiera dell’equipaggio, raggiunta da calci all’addome, è stata invece accompagnata al pronto soccorso, dove è stata tenuta in osservazione. Per riportare la situazione sotto controllo si è reso necessario l’intervento del medico, che ha proceduto alla sedazione della paziente all’interno dell’ambulanza.
La denuncia del sindacato
“Essere aggrediti, presi a calci, morsi o picchiati non fa parte del lavoro di un infermiere o di un autista soccorritore. Non è un ‘rischio del mestiere’. È violenza. Punto”, scrive nella nota il segretario generale della Uil Fp Fvg, Stefano Bressan.
Il sindacato annuncia che chiederà la ricostruzione puntuale della dinamica dell’accaduto, anche per capire se fosse possibile individuare preventivamente una situazione di potenziale pericolo per l’equipaggio. Uil Fp chiede inoltre che vengano valutate tutte le misure organizzative e di sicurezza necessarie affinché gli operatori sanitari non vengano lasciati soli in scenari potenzialmente violenti. “Chi parte per salvare una vita deve avere la certezza di poter tornare a casa sano e salvo”, conclude Bressan. “Sulla sicurezza del personale del 118 non accetteremo silenzi, minimizzazioni né l’idea che la violenza possa diventare parte della normalità lavorativa”.
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