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Ranucci alla Festa del Fatto: “Agirò in giudizio contro la Rai, paghi chi ha responsabilità”. E su Lavitola: “Mai avuto interessi nei suoi affari”

Rispetto alla Rai “agirò in giudizio in tutte le sedi, paghi chi ha la responsabilità dei gesti”. Il giornalista ed ex conduttore di Report Sigfrido Ranucci, intervistato alla Festa del Fatto Quotidiano a Marina di Pietrasanta (Lucca) da Ilaria Proietti e Luca Sommi, ha annunciato che si muoverà contro la tv pubblica. Il riferimento è alla diffusione di un documento sui costi interni della trasmissione, pubblicato da il Tempo il 17 agosto scorso. “Ho in mente tre uffici, i responsabili di questi uffici”, “dovevano creare una narrazione che giustificasse la mia rimozione. È stato usato un documento coperto da segreto“, su un anno di rimborsi, “perché si doveva dimostrare che Report era fuori controllo” ma “il risultato è stato dimostrare che i compensi per trasferte e rimborsi di un anno di Report corrisponde allo stipendio di Vespa”.

A proposito dei rapporti del giornalista con Valter Lavitola, rispondendo alle domande di Proietti e Sommi, Ranucci ha dichiarato: “Assolutamente non ho mai avuto interessi” nei suoi affari, “mai un euro”, “ho fatto tutto esclusivamente in un rapporto di amicizia, in cui ho creduto”. E ha smentito di aver avuto un incontro riservato con Lavitola dopo l’attentato: “Assolutamente no, basta che andate a vedere, ero in tournée per sette giorni”. Proprio l’ex faccendiere, in una memoria consegnata alla procura di Roma nei giorni scorsi, ha raccontato di aver avuto un “interesse personale” nell’amicizia con Ranucci, tesa a restituire “prestigio” alla sua immagine.

Nel corso dell’intervista, il giornalista ha parlato del suo futuro dopo essere stato costretto a lasciare Report e ha negato di stare pensando alla politica. “Secondo voi io mollo? Stanno cercando di fare di tutto per portarmi in politica perché da giornalista continuo a essere scomodo. Per questo continuerò a fare Report. Presenteremo probabilmente un ricorso di urgenza” per il reintegro, “se giudice il riterrà l’urgenza rientrerò e farò una battaglia da dentro. Se non ci sarà urgenza continuerò la battaglia sul merito“. Ranucci si è detto “molto deluso dall’azienda”, “cercherò di far passare il concetto che la Rai non è un condominio a uso privato ma è pubblico. La politica vuole comandare ma io penso che debba donare. Report in questi anni ha donato molto”.

La delusione non è solo nei confronti della Rai. “Meloni l’ho incontrata una sola volta, prima che fosse premier, e fu un incontro sincero e schietto ed è stata anche di parola in un momento delicato”, ha detto. “La reputo anche un’ottima leader perché capace di portarsi sulle spalle” le decisioni “poi penso abbia perso la capacità di controllare, lasciando che altri decidessero per lei. Meloni voleva essere la premier del merito ma in questi anni, se guardiamo la Rai, è stata premiata l’ideologia e l’amichettismo, in cui il merito non conta”.

L’articolo Ranucci alla Festa del Fatto: “Agirò in giudizio contro la Rai, paghi chi ha responsabilità”. E su Lavitola: “Mai avuto interessi nei suoi affari” proviene da Il Fatto Quotidiano.


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