blitz della Polfer, fermati tre ladri
Agenti in borghese confusi tra la folla dei viaggiatori, pattugliamenti mirati lungo i banchine e monitoraggio costante dei flussi di passaggio.
Il dispositivo di sicurezza straordinario schierato dal Compartimento della Polizia Ferroviaria per il Lazio negli scali della Capitale ha inferto un duro colpo ai reati predatori nel periodo di massima affluenza dei rientri.
L’attività ad alto impatto ha garantito presidi costanti non solo a scopo preventivo, ma anche per intercettare in flagranza i malintenzionati in azione.
Il blitz a bordo del treno Alta Velocità
Il primo colpo è stato messo a segno direttamente sulle banchine dei treni veloci:
I sospetti tra la folla: Gli agenti in abiti civili hanno individuato due cittadini algerini — entrambi già registrati nei database delle forze dell’ordine — mentre si aggiravano con fare circospetto nei pressi di un convoglio ad alta velocità in sosta.
Il furto e l’inseguimento: Sfruttando la confusione dell’imbarco e un momento di distrazione di una passeggera, i due si sono introdotti a bordo per poi riescire rapidamente con alcune valigie.
Convinti di aver seminato i controlli, si sono diretti verso i sottopassi di uscita, dove ad attenderli c’erano però i poliziotti che li hanno subito ammanettati.
Il recupero: La borsa, contenente denaro destinato alle vacanze e tutti gli effetti personali, è stata interamente restituita alla legittima proprietaria.
Incursione negli uffici: condannato il rapinatore informatico
Un secondo blitz ha riguardato i locali commerciali ed amministrativi interni alla stazione:
L’intrusione: Un cittadino italiano si è introdotto con uno stratagemma all’interno della sede riservata di un’azienda dello scalo, approfittando dell’assenza temporanea del personale.
Il sequestro dei pc e la cattura: L’uomo aveva già fatto razzia di computer e materiale informatico quando l’allarme antintrusione ha allertato la Polfer. Gli agenti sono piombati sul posto bloccandolo proprio sulla porta d’uscita con la refurtiva.
Il verdetto della Magistratura: Dopo la convalida del fermo, l’uomo è stato condannato con rito direttissimo a un anno e quattro mesi di reclusione, oltre al pagamento di 800 euro di multa.
Tutti i provvedimenti restrittivi adottati dagli agenti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.
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