Lazio

i Cinque Stelle cambiano linea in vista del 2027

Tempora mutantur, e con essi le convinzioni politiche all’ombra del Campidoglio. Chi ricorda il Movimento 5 Stelle barricadero, nato per scardinare le oligarchie capitoline e denunciare i disastri del consociativismo romano, farebbe bene ad aggiornare le proprie mappe mentali.

In vista delle elezioni comunali della primavera 2027, sotto i platani di Palazzo Senatorio soffia un vento d’inconsueta mitezza: i pentastellati sono pronti a sedersi al tavolo del “campo largo” e ad allungare la mano a Roberto Gualtieri.

A dettare il nuovo corso con felpata e insospettabile disinvoltura è Linda Meleo, ex assessora ai Trasporti e oggi capogruppo in Aula Giulio Cesare del gruppo composto da Paolo Ferrara, Daniele Diaco e dall’ex prima cittadina Virginia Raggi.

Il messaggio recapitato al PD è di quelli che non ammettono fraintendimenti: il tempo delle scaramucce d’opposizione è finito, è ora di discutere di programmi e di spartizione del futuro.

Dal no secco alla trattativa: le retromarce programmatiche

Il pretesto per riaprire i canali diplomatici è il consueto “pacchetto di proposte tematiche” dedicato ai temi cari alla cittadinanza: il nodo dell’emergenza abitativa, il contrasto alla speculazione immobiliare privata, la tutela del verde urbano e le disuguaglianze striscianti delle periferie. Ma a fare rumore sono soprattutto le piroette concettuali sulle storiche bandiere del Movimento.

L’inceneritore di Santa Palomba: Finiti nel cassetto i toni perentori contro la gigantesca struttura voluta da Gualtieri per smaltire i rifiuti romani, la linea grillina s’ammorbidisce in un “sì con riserva”. Si chiede di spingere su differenziata e riciclo, ma senza più erigere muri invalicabili nei confronti dell’impianto.

I Giochi Olimpici: Il vero e proprio cortocircuito ideale riguarda però la candidatura capitolina alle Olimpiadi. Il gran rifiuto opposto nel 2016 da Virginia Raggi — sbandierato per anni come un gesto di responsabilità contabile contro le colate di cemento e gli sprechi pubblici — viene oggi derubricato a mera contingenza dell’epoca. “Era un altro momento storico”, argomenta Meleo, chiarendo che se si garantiscono trasparenza e un’eredità positiva per i quartieri, “perché mai dovremmo essere contrari?”.

Le manovre d’avvicinamento al tavolo progressista

Dietro il lessico moderato si cela un’operazione politica ben precisa: evitare l’isolamento e ritagliarsi un ruolo di peso nella coalizione che sosterrà la corsa del centrosinistra.

L’intenzione è quella di chiamare a raccolta tutte le componenti dell’area progressista, incluse le realtà civiche, per verificare se l’attuale maggioranza consiliare sia disposta ad accogliere i correttivi richiesti dai Cinque Stelle.

Resta da capire come reagirà la base pentastellata di fronte a una svolta che cancella, con un solo colpo di spugna, dieci anni di epica identitaria.

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