Balivo sul calendario scolastico: “Che senso ha tenere a casa i ragazzi per tre mesi?” e sullo smartphone rivela “mia figlia non lo avrà almeno fino ai 13 anni”

La struttura del sistema scolastico attuale merita un profondo ripensamento, a partire dal calendario.
Secondo Caterina Balivo, intervistata dal Corriere della Sera, tenere i ragazzi lontani dai banchi per ben tre mesi è un’impostazione ormai superata, considerato che “quasi sempre entrambi i genitori lavorano, i bambini passano da un centro estivo a un’attività sportiva o nella natura, con costi non sempre e non per tutti sono sostenibili”. Oltre a rinnovare i programmi didattici, servirebbe quindi riorganizzare il tempo della scuola per venire incontro alle esigenze reali della vita quotidiana.
Social media e il ritorno al telefono fisso in casa
La preoccupazione per la gestione delle tecnologie in famiglia ha spinto la conduttrice a stabilire confini precisi con i propri figli. Se in passato è stata tra le prime a utilizzare i social durante la gravidanza per rimanere in contatto con i telespettatori, durante l’ultima estate ha scelto di staccare per non farsi vedere sempre con il cellulare in mano. Mentre il figlio difende rigorosamente la propria riservatezza, la figlia chiede spesso di scattare foto e girare video, ma la posizione di Balivo è ferma: “Non sarò mai sua “complice” in un post o in una storia sui social”.
Per la bambina, racconta Balivo, non ci sarà uno smartphone personale almeno fino ai 13 anni. Per permetterle comunque di chiamare in autonomia nonni, genitori e compagne di gioco, a casa è stato installato un telefono fisso, ritrovando la funzione originaria dello strumento.
Dai problemi con la dislessia ai successi al liceo classico
La sensibilità verso il mondo dell’istruzione nasce anche dal ricordo del percorso personale di Caterina Balivo, che da bambina ha incontrato notevoli ostacoli sui banchi. All’epoca, racconta, la dislessia non veniva diagnosticata con facilità e le maestre scambiavano le fatiche dell’alunna per mancanza di impegno. La svolta vera e propria è arrivata in prima media dopo le vacanze invernali, in quello che la conduttrice definisce un “miracolo di Natale”, con una sequenza di voti brillanti in interrogazioni e verifiche che l’ha portata a migliorare giorno dopo giorno. Al liceo classico è poi diventata una studentessa molto brava, solita studiare la domenica per tenersi le serate del fine settimana libere per uscire, scelta che l’ha spinta a rinunciare progressivamente allo sport per mancanza di tempo.
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