Gli Amici del Folklore di Nuoro incantano Scano Montiferro con “Non potho reposare”
SCANO MONTIFERRO – I festeggiamenti per Sa Festa Manna a Scano, dedicati alla Beata Vergine Regina di tutti i Santi e in programma dal 10 al 13 settembre, hanno visto tra i principali protagonisti della serata di canti e balli tradizionali il coro e il gruppo folk degli Amici del Folklore di Nuoro.

Noemi Cappai (foto S.Novellu)
Ieri pomeriggio, subito dopo la solenne processione religiosa, il piazzale della chiesa si è trasformato in un suggestivo palcoscenico a cielo aperto, dove la conduttrice Claudia Licheri ha accompagnato il pubblico in un intenso percorso di cultura e identità popolare insieme al Gruppo Folk Santu Nicola di Irgoli e al Coro San Teodoro di Paulilatino.

Il gruppo folk Santu Nicola di Irgoli (foto S.Novellu)
L’appuntamento si è aperto nel segno della convivialità con i primi balli nella piazza guidati dalle note dell’organetto di Noemi Cappai. Successivamente, dopo l’apprezzata esibizione del Gruppo Folk Santu Nicola di Irgoli, è stato il momento del Coro degli Amici del Folklore di Nuoro, che ha regalato momenti di profonda partecipazione emotiva, prima con l’esecuzione del brano Cussos chi partin e poi con la toccante interpretazione di Non potho reposare (A Diosa), canto simbolo capace di unire la dimensione devozionale a quella identitaria della musica sarda.
Coro Amici del Folklore: A Diosa – Non potho reposare
Il momento riservato alla tradizione nuorese è proseguito con il rispettivo gruppo folk, i cui balli si sono svolti con l’accompagnamento dell’organetto di Valentina Chirra e della sa trunfa di Alessandro Musina.
L’esibizione del gruppo folk Gli Amici del Folklore
Il programma si è completato con esibizioni del gruppo folk degli Amici del Folklore di Nuoro e del Coro San Teodoro di Paulilatino, a testimonianza di una riuscita condivisione tra comunità vicine e lontane.

Gli Amici del folklore di Nuoro (foto S.Novellu)
Come da consuetudine per le feste popolari, la conclusione dell’evento ha visto ancora una volta protagonista la piazza con i balli di chiusura accompagnati dall’organetto di Lorenzo Chessa, a coronamento di una giornata vissuta tra devozione, folklore e senso di appartenenza.
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